È stata rinviata al 22 settembre l’udienza preliminare nei confronti dell’ex assessora regionale ai Trasporti della Puglia, Anita Maurodinoia, suo marito Sandro Cataldo e di altre 13 persone accusate tra l’altro di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale per le amministrative di Grumo e le Regionali del 2020 e per le amministrative di Triggiano del 2021.

Ieri hanno discusso alcuni avvocati difensori: tutti hanno chiesto di dichiarare il «non luogo a procedere». Nella prossima udienza davanti al gup Chiara Maglio prenderà la parola ancora la difesa di Cataldo e Maurodinoia (con l’avvocato Mario Malcangi), prima delle probabili repliche da parte della Procura che con i pm Claudio Pinto e Savina Toscani ha già chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Le difese dei principali accusati invece sostengono che Maurodinoia non avrebbe mai compiuto gli atti che le vengono contestati, e che nei confronti di Cataldo non ci sono prove del pagamento di voti (50 euro) a favore degli elettori, ma solo di telefonate di sollecito.

L’inchiesta è partita con la denuncia di Gerardo Leone, il maresciallo della Finanza che nel 2021 - registrando a sua insaputa Armando De Francesco, ex braccio destro di Cataldo pure lui imputato - ha spiegato come funzionava il «sistema Sandrino»: lunghi elenchi di persone e soldi per l’acquisto dei voti. Un meccanismo che i carabinieri avrebbero documentato almeno in tre casi, acquisendo peraltro anche le dichiarazioni di alcuni elettori che - inizialmente indagati per aver percepito denaro - sono stati archiviati per «tenuità del fatto» e potrebbero ora essere chiamati come testimoni durante il dibattimento.