Primo passo in avanti sul restauro degli affreschi opera del pittore di San Gimignano Vincenzo Tamagni (1492-1530) dell’ex ospedale Santa Fina. I lavori sono stati presentati al complesso museale del Santa Chiara in via Folgòre. Questo primo intervento conservativo è stato finanziato dall’Azienda USL Toscana sud est nel delicato e certosino lavoro del restauratore delle torri Daniele Rossi con la collaborazione di Elisabetta Negrini. Ha fatto gli onori di casa il sindaco Andrea Marrucci per ribadire il valore "storico e artistico e patrimonio culturale della città. Questo recupero degli affreschi di Vincenzo Tamagni rappresenta un importante intervento di salvaguardia e valorizzazione di un bene artistico legato alla storia di San Gimignano, che torna fruibile dalla comunità e dai visitatori. Ringrazio l’Azienda USL per aver finanziato l’intervento, con l’auspicio che i lavori di recupero del Santa Fina procedano nei tempi previsti non solo per offrire i nuovi servizi di sanità territoriale alla città ma anche per ospitare nella loro sede originaria gli affreschi del Tamagni." Per "la Asl Toscana sud est – ha ricordato la direttrice amministrativa Biancamaria Rossi –, questo intervento restituisce alla comunità affreschi di grande valore culturale e identitario. Oltre alla tutela della salute, l’Azienda ha a cuore la custodia del patrimonio storico-artistico di cui è erede, conciliando la funzione sanitaria con la sua valorizzazione culturale". Alla presenza e la partecipazione di Valerio Bartoloni, direttore Musei Civici San Gimignano, Isacco Cecconi funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena Arezzo e Grosseto e Rossana Castrovinci storica dell’arte autrice del volume ‘Vincenzo Tamagni da San Gimignano. Discepolo di Raffaello’. "Come afferma la storica Castrovinci – ha sottolineato il restauratore Rossi – Tamagni raffigura Santa Fina in espressioni dipinti con ocra gialla, eseguiti con la tecnica dell’affresco a tempera proteica, oggi non più individuabili a seguito del distacco dalla parete originale. Per la stessa ragione non sono più leggibili neppure le giornate di esecuzione. Sono stati utilizzati pigmenti minerali a base di ossidi di ferro e silicati". Un altro secolare tassello d’arte visiva tornato in luce. Romano Francardelli
San Gimignano punta sull’arte. Ecco il primo passo per il restauro degli affreschi del pittore Tamagni
Il sindaco Marrucci: "Salvaguardia e valorizzazione di un bene artistico legato alla nostra storia"









