Dopo anni di burrasca, arriva la quiete. Per la borgata della Venere Azzurra si chiude un capitolo di incertezza durato anni. Un accordo con un privato permetterà alla borgata di tornare nel suo borgo d’origine, San Terenzo. Negli scorsi anni la questione della sede della borgata numero 12 ha fatto discutere, una situazione che sembrava non trovare soluzioni che riuscissero a coniugare la necessità di spazi con l’importanza di un luogo proprio nel quale far crescere gli atleti e il loro senso di appartenenza. Oggi la quadra sembra essere raggiunta grazie a dialogo ed un ascolto reciproco. L’intesa nasce dalla volontà della Lega Navale sezione di Lerici di agire per dare agli atleti e ai simpatizzanti l’opportunità di avere un luogo da chiamare casa, facendosi carico di una soluzione gestionale da proporre ai propri soci per garantire una sede degna. La nuova sede nascerà in un fondo privato, avrà una piccola palestra e sarà un punto di aggregazione per appassionati e amici della bandiera gialloblu.

La Venere Azzurra torna dove è nata nel lontano 1953, grazie ad un gruppo di santerenzini che ha lavorato per creare l’anima della dodicesima borgata e un progetto che punta al futuro. Fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo è stato il dialogo con l’amministrazione comunale: come si ricorderà, proprio sulla sede negli scorsi anni ci fu una dura battaglia legale tra la borgata e il Comune. Ora l’obiettivo è trasformare la sede in un riferimento permanente per la comunità di San Terenzo. "Oggi, come non mai – viene sottolineato dalla dirigenza della Venere Azzurra – lavoriamo per valorizzare la borgata e i risultati dei nostri atleti, in questi anni abbiamo affrontato diverse difficoltà, non ultime quelle legate alla sede, ma abbiamo sempre agito nella volontà di preservare un pezzo di storia del Palio del Golfo. Vogliamo dare forza ad una tradizione che è legata al mare, una passione che ci porta grande determinazione. Speriamo che questo nuovo spazio, una volta conclusi i lavori di cui c’è bisogno, possa essere un luogo di incontro dove sentirsi a casa e accogliere chi vuole sostenerci. Crediamo che i valori dello sport debbano rispecchiarsi nella comunità e sui borgatari, portando tutti ad incentivare il dialogo anziché l’antagonismo".