Due ingegneri e quattro laureati in economia, quindi nessun medico. Cinque esordienti, provenienti da esperienze amministrative. Tutti e sette scelti dopo l’esame dei curriculum e delle note formulate dalla commissione di valutazione presieduta da Ettore Attollini, attraverso una short list di 8-10 nomi compilata insieme allo staff: il capo di gabinetto Davide Pellegrino, l’assessore Donato Pentassuglia e il capo dipartimento Vito Montanaro. Ma ad associare i nomi alle caselle ha provveduto Antonio Decaro, in solitudine, facendo esperimenti su un foglietto di carta e cambiando diverse volte nel corso degli ultimi due mesi. Senza avvertire gli interessati, che lo hanno scoperto ieri mattina.

La nuova squadra dei direttori generali delle Asl pugliei è una scommessa, anche se - per necessità, più che per scelta - non c’è rottura con il passato per quanto è evidente un tentativo di «isolamento» dei manager dalle pressioni politiche dei territori. E così Vito Bavaro, ingegnere, dirigente dello Sviluppo economico, un passato alla Sanità come responsabile del «cruscotto», finisce alla Asl di Taranto. L’altro ingegnere, Alessandro Di Bello, ex InnovaPuglia dove incappò in una indagine sugli appalti, va invece alla Asl Bat: sono le due aziende in cui è prevista la realizzazione o l’avvio di nuovi ospedali e dunque può tornare utile l’esperienza di un ingegnere. Al Policlinico di Foggia va Yanko Tedeschi, barese, attuale direttore amministrativo a Lecce, mentre alla Asl Foggia si sposta Tiziana Di Matteo dalla Bat, unica quota rosa: Decaro ha esaminato, senza esserne convinto, altre candidate extra-Puglia e poi ha optato per confermare l’unica uscente. A Lecce arriva Gianluca Capochiani, fasanese, direttore amministrativo del Policlinico di Bari cui tocca l’incarico più delicato. All’Irccs di Bari c’è il ripescaggio di Tommaso Stallone, che aveva lasciato Castellana per decorrenza dei due mandati: al suo posto va Michelangelo Armenise, direttore amministrativo uscente a Foggia, unico quarantenne del gruppo...