HomeMilanoCronaca"Mi sono messo in salvo pensando al mio bambino”. Capotreno picchiato da un aggressore seriale: è il terzo caso in tre mesiL’uomo, 37enne italiano residente in Brianza, sarebbe l’autore di altri due violenti episodi tra marzo e aprile. L’ultimo caso mercoledì a Sesto San Giovanni: senza biglietto, si è rifiutato di scendere e ha colpito il ferroviere. I sindacati sul piede di guerra: “Aveva già colpito, perché era libero?”Aggredisce tre capitreno in tre mesiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – E tre. Ha colpito ancora, ha colpito per la terza volta e anche questa volta ha colpito un capotreno. L’aggressione è avvenuta mercoledì, tre giorni fa, a bordo di un convoglio di Trenord, in coincidenza della stazione di Sesto San Giovanni. Al capotreno aveva assicurato che sarebbe sceso proprio a quella fermata. Invece è rimasto a bordo e quando ha nuovamente incontrato il capotreno lo ha prima spinto e poi gli è letteralmente saltato addosso. Il primo incontro tra i due era avvenuto davanti a uno dei bagni dei quali è dotato il treno.
Lo scontro con il capotreno
Sprovvisto di biglietto, l’uomo si è chiuso nella toilette di bordo e da dietro la porta ha fatto sapere al capotreno che sarebbe sceso a Sesto. A quel punto il capotreno si è allontanato. Il secondo incontro tra i due è avvenuto quando il convoglio si è fermato a Sesto. L’uomo, però, si è rifiutato di scendere. E ha aggredito il dipendente di Trenord. “Me la sono vista brutta, ho pensato a mettermi in salvo solo per il mio bambino”, ha raccontato il capotreno alla Polfer e ai colleghi. Ha alle spalle dieci anni di servizio, “ne ha viste un po’” assicura chi lo conosce. Sua moglie aspetta un bambino ed è questo che l’ha indotto a mettersi in salvo chiudendosi nella cabina di guida del treno, la stessa nella quale si trova il macchinista.







