I sentiti omaggi a Carlo Cecchi e a Enzo Moscato compongono la sezione «Retrovie Italiane» del Sicilia Queer filmfest di quest’anno, arrivato alla 16ª edizione, con le proiezioni di Shakespeare a Palermo (1997) e di Rasoi (1993), rispettivamente domenica 24 e lunedì 25 maggio al Cinema De Seta, alle presenze di Francesca Comencini, autrice del primo titolo, e di Iaia Forte interprete di entrambe le opere. L’abbiamo raggiunta per l’occasione.

Iaia, Cecchi e Moscato sono stati senza alcun dubbio due nomi fondamentali per lei e per la sua carriera.

Quello con Cecchi lo considero l’incontro più importante della mia vita e quell’esperienza a Palermo lui stesso la definiva la sua «âge d’or», avendo a disposizione il magnifico Teatro Garibaldi, che era uno spazio tragico perché distrutto; poter fare Shakespeare lì, con una compagnia che per cinque mesi all’anno, per quattro anni, si riuniva per tutti noi è stata un’esperienza fondante. Per fortuna esiste questo documentario di Francesca Comencini in cui lei aveva accesso alle prove del Sogno, eravamo tutti sottoposti a qualcosa di estremo che rimpiangiamo perché si poteva fare teatro in una dimensione protetta. Io ero Titania, Carlo era Oberon e suddivideva le prove, fino alle 20 c’era tutta la compagnia, poi da quell’ora fino a mezzanotte circa c’erano le prove «esoteriche», le chiamava così perché potevano partecipare solo le figure che abitavano il bosco di notte. Cecchi metteva su dei dischi di Elsa Morante, facevamo uso anche di sostanze non propriamente legali (ride, ndr) e infatti tutti gli altri membri erano gelosissimi di queste prove, non so se volessero partecipare per la ricerca o per le droghette; comunque, s’improvvisava e si affinava la propria identità esistenziale. Per quanto riguarda Enzo Moscato, sono cresciuta all’interno di Teatri Uniti, è stato il mio imprinting. Mettemmo su Rasoi in quindici giorni, poi per sette anni è andato avanti girando il mondo. Questo è stato possibile grazie alla natura dello spettacolo in cui tutti, nessuno escluso, dovevano aderire creativamente. Rasoi ed Enzo sono, per me, la memoria aurea di questo incontro di gruppo.