Bruxelles – L’Unione europea e il Messico hanno ufficialmente firmato due intese destinate a rinnovare profondamente la loro partnership economica e politica: l’Accordo globale modernizzato (Modernised Global Agreement, MGA) e l’Accordo commerciale ad interim (interim Trade Agreement, iTA). Il sigillo sui due documenti è stato posto oggi (22 maggio) in occasione dell’ottavo vertice UE-Messico, in corso nella capitale dello Stato centro-americano, e l’importanza dell’evento è stata testimoniata dalla nutrita delegazione che da Bruxelles ha fatto visita alla presidente del Paese, Claudia Sheinbaum: oltre alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, c’erano anche l’Alta rappresentante per la politica estera UE, Kaja Kallas, e il commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič. Volati tutti nel Paese a sud degli Stati Uniti d’America nel perseguire e confermare – questa volta quasi visibilmente sotto al naso del presidente Donald Trump – la politica UE di alleanze e accordi commerciali potenziata proprio con le politiche di dazi e chiusure commerciali portate avanti dall’inquilino della Casa Bianca.“Gli accordi modernizzati firmati oggi – ha commentato a caldo von der Leyen – definiscono la visione del futuro condivisa da UE e Messico e porteranno benefici a entrambe le parti”. Oltre a “rafforzare commercio e investimenti”, secondo l’inquilina di Palazzo Berlaymont le nuove intese permetteranno di ampliare la cooperazione in una vasta gamma di settori politici: “Insieme daremo forma a un futuro migliore per i nostri cittadini e per il pianeta, trovando un terreno comune nella difesa delle istituzioni globali, nella promozione della crescita sostenibile e nella tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere”, ha spiegato.La firma odierna – autorizzata con una decisione del Consiglio UE lo scorso 11 maggio – segna un ulteriore passo di avvicinamento all’entrata in vigore ufficiale dei due accordi: l’intesa commerciale avrà soltanto bisogno del via libera definitivo da parte del Parlamento e del Consiglio, mentre l’Accordo globale – non rientrando nella competenza esclusiva dell’Unione – dovrà anche ottenere il lasciapassare dei singoli Stati membri e del governo messicano.L’accordo commercialeLe disposizioni in materia commerciale rappresentano il cuore dell’MGA, tanto da essere state inserite in un testo a sé stante – l’iTA – al fine di accelerarne l’entrata in vigore, senza il bisogno del parere favorevole delle singole capitali europee.L’obiettivo centrale dell’intesa è quello di liberalizzare ulteriormente i flussi di beni e servizi tra le due sponde dell’Atlantico e di facilitare le possibilità di investimento nelle rispettive economie attraverso il mantenimento degli impegni presi dall’UE con il Messico all’interno della strategia Global Gateway. Del resto, stiamo parlando di un Paese che rappresenta uno dei principali partner commerciali dell’Unione, con un interscambio complessivo che nel 2025 ha superato i 100 miliardi di euro. “Negli ultimi 25 anni, il commercio di beni tra di noi è quadruplicato, con oltre 43mila imprese europee che esportano in Messico e più di 11mila aziende che operano direttamente nel Paese”, ha ricordato il commissario Šefčovič.I numeri del commercio UE-Messico (Fonte: European Commission)La principale misura con cui si punta ad effettuare questa massiccia opera di liberalizzazione è quella dell’abbattimento dei dazi doganali ancora esistenti su alcune esportazioni europee. A beneficiarne in particolar modo dovrebbe essere il settore agroalimentare, dove le tariffe messicane sono ancora molto elevate: il 20 per cento sulla pasta, la stessa cifra sui formaggi e sulla cioccolata e addirittura il 45 per cento su uova e prodotti suini. A sparire saranno anche le cosiddette ‘barriere non tariffarie’, come i limiti quantitativi imposti dal Messico sull’export di alcuni prodotti provenienti dal Vecchio Continente.I vantaggi che l’intesa dovrebbe portare alle produzioni enogastronomiche UE non finiscono qui. In linea con quanto stabilito in altri accordi di libero scambio recentemente siglati da Bruxelles – come quello con l’Australia – verrà garantita la protezione di centinaia di indicazioni geografiche europee, tutelando la presenza di prodotti regionali distintivi sul mercato messicano: se il vecchio accordo del 2000 includeva un centinaio di sigle di superalcolici, le nuove norme faranno salire questo numero a 232 ed estenderanno i meccanismi di tutela ad altri 336 tra vini, birre e prodotti alimentari. Tra i marchi protetti, figurano il Prosciutto di Parma, lo Speck del Tirolo, il formaggio Roquefort e il vino Rioja spagnolo.Oltre, all’industria alimentare, il principio del laissez-faire alla base dell’intesa verrà esteso anche ad altri settori, come la meccanica, l’elettronica, la farmaceutica e l’automotive. In quest’ultimo caso, è stato previsto l’inserimento di uno specifico “Allegato sui veicoli a motore” che faciliterà l’esportazione in Messico di componenti per le auto made in EU.Infine, l’accordo punta a rafforzare la cooperazione tra UE e Messico nel cruciale settore delle materie prime critiche. Al fine di liberarsi dalla dipendenza cinese in questo ambito, Bruxelles sta provando a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e il Messico rappresenta – letteralmente – una miniera di opportunità in tal senso: è il principale fornitore per l’UE di fluoruro di calcio (un minerale di fondamentale importanza per la produzione di acciaio e batterie elettriche) ed esporta quantità significative di rame e molibdeno. Alla luce di ciò, l’intesa prevede disposizioni per rendere la catena di approvvigionamento “più economica, più stabile e più prevedibile”, come il divieto del cosiddetto dual pricing: le compagnie UE avranno il diritto di acquistare questi materiali strategici allo stesso prezzo pagato dai competitor locali.Oltre l’economia: la dimensione geopolitica dell’accordoL’accordo UE-Messico siglato oggi ha – come suggerisce la sua denominazione – un respiro “globale”, che si estende oltre la sola sfera economica per abbracciare l’intera dimensione geopolitica delle relazioni tra l’Unione e il Paese latinoamericano. In un contesto internazionale caratterizzato dall’incertezza e dall’instabilità e dallo sgretolamento delle storiche alleanze, l’Europa sta andando alla ricerca di nuovi partner che possano essere più affidabili e che portino avanti una visione di mondo più in linea con quella di Bruxelles. A tal fine, il rafforzamento dei legami commerciali con Paesi terzi si traduce sempre più spesso in uno strumento di influenza geopolitica.A spiegarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, durante un discorso pronunciato ieri (21 maggio) al Senato messicano. “La mia speranza è che la maggior parte delle nazioni scelga la cooperazione piuttosto che la rottura e l’isolamento e che prevalga il dialogo tra partner che credono nella stabilità e nel rispetto del diritto internazionale”, ha affermato, per poi sottolineare che “questa è certamente la volontà inequivocabile dell’UE e la strategia che stiamo implementando, promuovendo accordi e approfondendo le alleanze con tutti i nostri partner”.In linea con la visione espressa dall’ex primo ministro portoghese, l’accordo con il Messico punta a rafforzare anche la dimensione della cooperazione politica. A tal fine, nel testo sono stati inclusi impegni giuridicamente vincolanti per allineare le due sponde dell’Atlantico su temi quali la protezione ambientale, i diritti umani, la giustizia e la coesione sociale.Particolare rilevanza è stata data alla questione dell’uguaglianza di genere e al suo legame con l’economia, attraverso la firma di una Dichiarazione congiunta che riafferma lo sforzo condiviso a promuovere l’emancipazione economica e i diritti delle donne. Inoltre, la presidente von der Leyen ha annunciato un investimento da oltre 4 milioni di pesos per sostenere l’emancipazione delle donne indigene in Messico.
Accordo UE-Messico, arriva la firma ufficiale: meno dazi e più cooperazione geopolitica
Il nuovo accordo UE-Messico permetterà di abbattere le tariffe imposte su prodotti UE in diversi settori, come l'agroalimentare. Previsti anche impegni di natura politica, come un fondo da 4 milioni di pesos per l'emancipazione delle donne indigene












