Il GAL Terre Vibonesi integra l’eccellenza casearia del Pecorino del Monte Poro Dop nel Marchio Territoriale. Vitaliano Papillo: «Non solo prodotto, ma sistema di qualità che genera economia diffusa e attrae turismo esperienziale»
Un litro di latte può valere molto più del suo prezzo di mercato. Può diventare formaggio DOP, esperienza turistica, presidio contro lo spopolamento, vetrina per un territorio intero. È la sfida del GAL Terre Vibonesi sul Pecorino del Monte Poro: trasformare un’eccellenza casearia riconosciuta dall’Europa in leva di sviluppo per la provincia di Vibo Valentia.
«Al Pecorino del Monte Poro DOP mancava la riconoscibilità e una spinta strategica per farsi conoscere sui mercati», spiega Vitaliano Papillo, presidente del GAL Terre Vibonesi. «Per questo abbiamo investito risorse LEADER e competenze per costruire attorno a questo prodotto una filiera integrata che unisce produzione, promozione e turismo esperienziale. L’obiettivo è attrarre visitatori interessati all’autenticità, distribuire il valore economico sull’intero comprensorio e contrastare lo spopolamento delle aree interne».
Un formaggio, un paesaggio
Il Pecorino del Monte Poro – DOP dal luglio 2020 con Decreto UE 974/2020 – è un formaggio ovino a pasta semidura, prodotto con latte crudo da pecore allevate semi-brado sui pascoli dell’omonimo promontorio. Le razze Valle del Belice e Sarda si nutrono della ricca biodiversità di erbe mediterranee che caratterizza queste alture a 700 metri, conferendo al formaggio aromi inconfondibili di fiori selvatici, macchia e fieno, più intensi con la stagionatura.






