Il settore si racconta a “Join the indie” a Milano
Milano, 22 mag. (askanews) – Un survival horror ambientato fra i parchi archeologici sardi e i nuraghi (Idili di Megalith Interactive Studios), un roguelike in un casinò infernale (Bad Beat di Red Ducks per Sanobusiness), uno chef guerriero che caccia mostri e li trasforma in pietanze per la sua locanda (Monster Chef di Studio Pizza): un assaggio della creatività che anima il settore degli sviluppatori di videogiochi indipendenti italiani (riuniti a Milano all’evento “Join the indie”, un palcoscenico per tante realtà creative). Un settore raccontato così da chi ci lavora.
“Fare videogiochi in Italia non è semplice. Molto spesso il problema è che non ci sono magari tantissimi fondi e quei pochi che ci sono vengono tendenzialmente distribuiti tra aziende che sono già affermate nel settore, quindi è un po’ difficile reperire fondi e per sopravvivere essenzialmente si fanno altri lavori”, spiega Ettore Palma, programmatore e producer di Red Duck Games.
“I videogiochi sono molto dipendenti dalla tecnologia in corso e quindi dagli investimenti che uno ha, più investimenti fai, più tecnologia puoi avere, più idee creative puoi fare, più i giochi sono grandi, quindi è un po’ quello che ci limita secondo me”, dice Andrea Basilio, executive Producer & associate Creative Director di Milestone.











