Nella mia veste di modesto cronista che segue la politica culturale italica, giovedì 21 maggio 2026 ho forse battuto un record storico, nella mia trentennale attività di ricercatore: ho seguito 4 convegni quattro nella stessa giornata, spaziando dalla cultura al sociale… Impressione complessiva?! Un “governo” approssimativo dei processi, una carenza di reale volontà valutativa ed un deficit di autocritica.

In mattinata, presentazione del “Rapporto Annuale” dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), guidato dal Francesco Maria Chelli, nominato nel maggio 2024 dal Governo dopo una fase di resistenza da parte del predecessore Gian Carlo Blangiardo (sponsorizzato dalla Lega). Presentazione altamente istituzionale, di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La mia impressione? Una fotografia “statistica” prevalentemente acritica, toni pacati asettici e rassicuranti, incapacità di presentare i dati con infografiche adeguate (ed è l’Istat…).

Poco dopo, la presentazione all’Argentina del cartellone del maggior teatro pubblico romano, il Teatro di Roma, con il Direttore Artistico Luca De Fusco (a suo tempo oggetto di contestazioni radicali da parte della “sinistra culturale” capitolina), che ha lamentato il (mal) trattamento dell’ente da parte del Ministero della Cultura. De Fusco ha denunciato le contraddizioni del cosiddetto “algoritmo” ministeriale, evidenziando – una volta ancora – le debolezze tecnico-metodologiche dei criteri con cui lo Stato sostiene la cultura. E s’udiva l’eco delle polemiche sulla composizione delle commissioni per l’assegnazione dei contributi al cinema e audiovisivo: dopo le polemiche rispetto al non sostegno economico al documentario su Giulio Regeni, il ministro Alessandro Giuli ha annunciato una radicale riforma dei processi di cooptazione dei commissari e dei criteri di assegnazione dei contributi, ma per ora tutto resta “in mente dei”. Ed è stata rimandata di una settimana la riunione del “comitato ristretto” presso la Camera per la nuova legge su cinema e audiovisivo, nella Commissione Cultura presieduta da Federico Mollicone (FdI).