Aumentano gli utili, crescono le operazioni da parte dei clienti ma i salari dei lavoratori restano fermi e chiudono sempre più filiali. Questa la fotografia di Fondazione Fiba di First Cisl, che nel suo ultimo rapporto descrive i risultati dei cinque maggiori gruppi bancari italiani (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper) e gli impatti sui lavoratori e sul territorio.
Oltre 7 miliardi di utili per i primi cinque gruppi bancari italiani nei primi tre mesi del 2026 in crescita del 3,3% rispetto al primo trimestre 2025. A sostenere ulteriormente i risultati sono stati soprattutto i proventi operativi, in aumento del 3,7%, trainati dalla forte crescita delle commissioni nette (+ 4%), che confermano il progressivo rafforzamento delle attività legate al risparmio gestito.
Utili in crescita, stipendi al palo
Purtroppo all’espansione dei ricavi non sono seguiti i gli stipendi dei lavoratori. Il rapporto tra costo del personale e proventi operativi si attesta al 23,3%, un livello che evidenzia la progressiva diminuzione del peso del lavoro nella distribuzione della ricchezza prodotta dal settore bancario.
Eppure gli impiegati e i dirigenti rappresentano un valore fondamentale per le performance delle banche, tanto che il risultato di gestione pro capite aumenta del 9,7%, mentre le commissioni nette per dipendente crescono del 7%, confermando come i risultati record del settore siano sempre più sostenuti dalla professionalità, dalle competenze e dall’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. Quanto alle assunzioni, nell’ultimo anno il personale si è ridotto di 4.729 unità (- 2,1%).






