L’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl sui bilanci del primo trimestre 2026 di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper con Popolare di Sondrio e Mps con Mediobanca: oltre 7 miliardi di utili, cost/income ai minimi storici, ma continuano a calare occupazione e sportelli mentre crescono dividendi e buyback

Le grandi banche italiane continuano a macinare utili record, ma mentre la redditività corre l’occupazione arretra e il peso del lavoro nei conti degli istituti si assottiglia sempre di più. È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dalla Fondazione Fiba di First Cisl nell’analisi sui bilanci del primo trimestre 2026 dei cinque principali gruppi bancari italiani: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper con Banca Popolare di Sondrio e Mps con Mediobanca. Uno studio che racconta un settore in salute dal punto di vista dei margini, dell’efficienza e della solidità patrimoniale, ma che al tempo stesso mette in luce squilibri crescenti tra remunerazione del capitale e valorizzazione del lavoro.

UTILI RECORD E COMMISSIONI SEMPRE PIÙ CENTRALI

Il primo dato che colpisce è quello degli utili: le Big 5 hanno chiuso il trimestre con un risultato netto aggregato superiore ai 7,4 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una performance che conferma la straordinaria capacità reddituale raggiunta dal sistema bancario italiano negli ultimi anni, anche in una fase in cui la spinta dei tassi d’interesse comincia lentamente ad affievolirsi.