Il 2025 è stato un altro anno di risultati record per i primi cinque gruppi bancari italiani con quasi 28 miliardi di utili in rialzo del 10,6%.
È quanto emerge dall'analisi sui conti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper, condotta dalla Fondazione Fiba di First Cisl, che ha rielaborato i dati contabili pubblicati, considerando anche i risultati economici di Mediobanca e Banca Popolare di Sondrio nei periodi ante-integrazione del 2025 e i risultati economici e patrimoniali di questi ultimi due gruppi al 31 dicembre 2024.
Questo al fine di rendere omogenei i perimetri aziendali presi in esame. In base a questa elaborazione nel 2025 gli utili netti si sono attestati a oltre 27,8 miliardi di euro (gli utili contabili aggregati pubblicati sono pari a oltre 26,5 miliardi), in rialzo del 10,6%.
Riteniamo "sia un grosso errore l'obiettivo di riduzione dell'occupazione, in un contesto in cui il costo del personale rappresenta appena un quarto dei proventi operativi, considerate anche le previsioni di ulteriori rialzi dei ricavi". Lo afferma il segretario generale della First Cisl commentando i dati del sindacato sui bilanci 2025 delle grandi banche che mostrano un rialzo degli utili e una riduzione di 8000 dipendenti "Il reskilling -spiega - è una necessità, oltre che una possibile opportunità di crescita professionale, dovuta alle grandi trasformazioni in atto e alle scelte di business. Invece, ridurre i posti di lavoro mentre aumentano ricavi e utili è dannoso per il Paese e, francamente, appare come un controsenso economico per le banche".






