La decisione dei professori per combattere l'inflazione dei voti eccellenti: ecco le motivazioni e perché fanno discutere
Per anni, ottenere il massimo dei voti ad Harvard è stato quasi la regola. Oggi, però, la più celebre università americana prova a invertire la rotta. L’ateneo ha approvato una misura che sta facendo discutere da quando era ancora in fase embrionale. Dal 2027, i voti A, che rappresentano l’eccellenza, nei corsi di laurea con valutazione numerica non potranno superare il 20% degli studenti per ciascun corso, con la possibilità di assegnarne fino a quattro in più solo nelle classi meno numerose.
Dal boom delle «A» al tetto del 20%: l’inflazione dei voti
La decisione arriva dopo anni di crescente inflazione dei voti. I numeri, infatti, raccontano una trasformazione rilevante. Nell’anno accademico 2012-2013 circa un terzo delle valutazioni era composto da A” voto che il regolamento universitario definisce come indice non solo di piena padronanza della materia, ma anche di «straordinaria eccellenza». Dodici anni più tardi, nel 2024-2025, le “A” sono diventate addirittura due terzi del totale. Crescita che, secondo molti docenti, ha svuotato di significato il sistema di valutazione. Il provvedimento è stato approvato con 458 voti favorevoli e 201 contrari e sarà sottoposto a revisione dopo tre anni accademici.











