Sempre meno ispettori e sempre più aziende da controllare. È questa la realtà che devono affrontare ogni giorno gli ispettori di INL, Inps e Inail per contrastare lo sfruttamento nel mondo del lavoro. “Siamo impegnati su molti fronti e siamo pochi, lo dico soffrendo. La carenza del personale è nell’ordine delle centinaia”, spiega Carlo Colopi, direttore dell’ispettorato area metropolitana di Milano nel corso della presentazione della relazione sulle attività ispettive del 2025. Il perimetro da controllare è sempre più ampio. Due milioni di lavoratori e oltre 136mila aziende soltanto a Milano e in Brianza. Ma il numero di ispettori è sempre più basso. Settanta per l’INL. Sedici per l’Inail. Sessanta per l’Inps, ma dieci anni fa erano 92. E così diminuiscono anche le ispezioni.
L’Inps è passata da 2144 controlli nel 2014 a 547 nel 2025. Ma le irregolarità riscontrate aumentano. Il motivo? “In un contesto di carenza di forze, si migliora l’attività di intelligence preliminare”, spiega Luca Manganaro, dirigente dell’area vigilanza del coordinamento metropolitano di Milano Inps. Nel 2025 due aziende controllate su tre a Milano hanno presentato delle irregolarità. Ma questo non significa che i due terzi delle imprese in quest’area siano irregolari: l’attività ispettiva si è concentrata su situazioni già a rischio irregolarità. “Anche se sarebbe meglio lavorare anche sul controllo diffuso”, aggiunge il dirigente.








