La condanna di 17 imputati e l’assoluzione per altri 8. Sono le richieste formulate al termine della sua requisitoria dal pubblico ministero Filomena Di Tursi nei confronti delle persone finite a processo per i danni causati dall’alluvione di Ginosa che il 7 ottobre 2013 generò ingenti danni nel versante occidentale della Provincia ionica. La furia dell’acqua costò la vita alla ginosina Rosa Pignalosa di 30 anni, ai coniugi Giuseppe Bari di 35 anni e Chiara Moramarco di soli 25 anni entrambi originari di Altamura, ma residenti a Ginosa, e infine di Pino Bianculli 32enne infermiere di Montescaglioso, travolto con la sua auto sulla strada in contrada Pantano mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro in una clinica: le accuse di omicidio colposo, però, sono state dichiarate prescritte al termine dell’udienza preliminare. In piedi c’erano ancora le accuse, contestate a vario titolo, di azioni e omissioni che secondo la procura di Taranto avrebbero concorso a determinare «una grave alterazione del territorio e dei centri abitati con esposizione in pericolo della pubblica incolumità e con danni alle infrastrutture pubbliche e private, reti viarie, aziende e terreni agricoli».

Al termine processo, il pm Di Tursi ha chiesto di assolvere dalle accuse gli imputati che ricoprivano un ruolo nel “Parco delle Gravine”: si tratta di Gianni Florido (difeso dall’avvocato Claudio Petrone), Luigi Armogida (difeso dall’avvocato Antonio Raffo), Antonio Giovanni Ruggieri e Ignazio Morrone (difeso dall’avvocato Raffaele Errico). Chiesta l’assoluzione anche per i vertici dell’epoca di Acquedotto Pugliese: Antonino Caminiti (difeso dall’avvocato Vincenzo Vozza), Gualtiero Traversa, Domenico Viola (assistito dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto) e infine Marina Cancellara difesa dall’avvocato Errico). Stando a quanto emerso dalla consulenza dell’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos, docente dell’Università di Padova, e dagli altri documenti, la pubblica accusa ha ritenuto che non vi fosse responsabilità nella vicenda di questi 9 imputati.