Fare massa critica, coordinare le risorse disponibili e portare i bisogni reali dei territori a Bruxelles. È questa la sfida che, secondo Giovanni Azzone, presidente di Acri e Fondazione Cariplo, si apre in vista della prossima programmazione europea 2028-2034.
Un passaggio che arriva in una fase complessa, nella quale - complice la congiuntura internazionale - le risorse pubbliche potrebbero essere più scarse rispetto al passato e, proprio per questo, andranno orientate con maggiore attenzione.
L’ambizione insomma c’è, ai vertici dell’associazione che raccoglie le Fondazioni di origine bancaria, ognuna delle quali, per il proprio territorio di riferimento, potrebbe diventare il “ponte” ideale per raccogliere istanze dal basso e rispondervi al meglio.
«Vogliamo rafforzare la capacità degli enti del territorio di partecipare in modo qualificato a programmi europei, accrescendone competenze, know-how e opportunità di internazionalizzazione.
La qualità del nostro terzo settore è già molto alta e può competere certamente a livello europeo», spiega Azzone al Sole 24Ore.









