L’Italia spende il 4% del Pil, contro una media europea del 4,8%. A certificarlo è il Rapporto annuale 2026 dell’Istat. La metà della spesa è destinata alle scuole superiori, seguono primarie e pre-primarie.

Un investimento che cresce, ma che rimane inferiore rispetto al resto d'Europa. È quanto certifica il Rapporto annuale 2026 dell'Istat in merito alla spesa pubblica per l'istruzione. Nel complesso, l'Italia spende meno degli altri Paesi dell'Unione per il comparto scolastico: il 4% del Pil, contro una media europea del 4,8%. Nonostante ciò, aumenta la spesa statale per singolo studente, soprattutto nelle scuole superiori, che assorbono circa la metà del budget complessivo.

Quanto spende lo Stato italiano per la scuola pubblica Secondo i numeri riportati dall'istituto nazionale di statistica, che fanno riferimento al 2024, la spesa pubblica destinata all'istruzione ha raggiunto gli 88,95 miliardi di euro. Una cifra che corrisponde all'8% della spesa pubblica totale e al 4% del Prodotto interno lordo. Il dato in rapporto al Pil è cresciuto leggermente rispetto all'anno precedente, quando si era fermato al 3,9%. Nonostante questa crescita, però, l'Italia continua a investire meno del resto dei Paesi dell'Unione europea. Nel 2023, infatti, la spesa media Ue rispetto alla produzione interna era del 4,7%, con una differenza dello 0,8% rispetto al dato italiano (3,9%). L'anno successivo, la media dei 27 Paesi dell'Unione è arrivata al 4,8%, mantenendo invariata la distanza dall’Italia, ferma al 4%. In altre parole, pur avendo aumentato la spesa pubblica per l’istruzione nel 2024, il nostro Paese non è riuscito a ridurre il gap rispetto al resto d’Europa.