I più duri sono stati i pentastellati in commissione di Vigilanza Rai, che in una nota hanno parlato di una posizione “paradossale e assurda”, accusando Rossi di voler “dequalificare” il giornalismo d’inchiesta proprio perché scomodo per chi detiene il potere. “Sostanzialmente perché quel giornalismo di inchiesta non gli conviene”, scrivono gli esponenti. “Ma la cosa più grave in assoluto - aggiungono - è l'utilizzo del termine 'cancerogeno' per la democrazia. La nostra domanda è: è cancerogeno il giornalismo che fa inchieste, macinando successi di pubblico ed arrivando a subire un attentato gravissimo come quello ricevuto da Sigfrido Ranucci? O forse è cancerogeno un apparato politico che si fa mandante delle intimidazioni e del mobbing costante a cui la redazione di Report è sottoposta quotidianamente?”. Da qui, la richiesta di scuse e di restituire a Report le quattro puntate sottratte, che secondo i 5 Stelle avrebbero messo in difficoltà economica la redazione. Sulla stessa linea il Pd: Sandro Ruotolo ha accusato Rossi di “delegittimare” uno dei programmi simbolo del servizio pubblico e ne ha chiesto le dimissioni, sostenendo che “altro che cancerogeno, il giornalismo di Report dà senso al servizio pubblico. Per questo colpisce che proprio l’amministratore delegato della Rai, il vertice dell’azienda pubblica, attacchi uno dei suoi prodotti migliori. E questo ci racconta molto bene il clima che stiamo vivendo nel nostro Paese”.Rossi, però, ha respinto la lettura politica delle sue parole. In una nota, l’ad Rai ha detto di leggere “con divertito stupore” le ricostruzioni che gli attribuiscono riferimenti a programmi o giornalisti “mai menzionati”, sostenendo di non aver attaccato né trasmissioni né conduttori del servizio pubblico. Al contrario, ha rivendicato di aver difeso il giornalismo d’inchiesta come “pilastro della democrazia”, mettendo però in guardia dalla sua “spettacolarizzazione” e dalla possibile deriva in “giornalismo di teorema”. Secondo quanto riportato da Fanpage, a Ranucci sarebbe arrivata una seconda lettera di richiamo dalla direzione Approfondimento Rai, dopo quella per il caso Nordio. E così, più che chiudersi, lo scontro su Report sembra destinato ad allargarsi ancora.