“Chi fosse veramente Tatia Franchetti è stato a lungo un mistero”, racconta sua nipote Maia Twombly dopo un ritrovamento che la svela sotto una luce nuova e del tutto inaspettata: quella di fotografa. Ufficialmente Tatia (1924-2010) era la moglie del pittore americano Cy Twombly e apparteneva a un’importante dinastia di collezionisti. Tutto era iniziato alla fine dell’Ottocento con il barone Giorgio Franchetti. Nel 1916 aveva donato allo Stato le sue opere insieme al palazzo che ancora oggi le custodisce, la Ca’ d’Oro di Venezia. Tatia era anche la sorella di Giorgio Franchetti junior, che in famiglia aveva introdotto l’arte contemporanea ed era stato il più grande promotore di Cy Twombly in Italia; fu grazie a lui che la coppia si formò. In una lettera, Tatia dice come Cy “l’avesse presa per mano e portata con il vento a conoscere il mondo”. E da altre missive nasce anche il titolo del libro edito da Reference Press che Maia ha dedicato alla nonna raccogliendo un primo corpus di immagini: Stella Honey. È così che la chiamava, nei loro scambi epistolari, Twombly.
il ritratto del piccolo Clemente Franchetti in via Appia (1956). foto di TATIA FRANCHETTI TWOMBLY
“In casa giravano delle buste contenenti stampe che sapevamo fossero sue, ma le consideravamo semplici ricordi di famiglia. Poi quando, tra il 2010 e il 2011, i nonni sono morti a sei mesi di distanza l’una dall’altro, la casa di mio padre Alessandro, unico figlio, è stata invasa da scatoloni. In alcuni di questi, con il tempo, abbiamo trovato un nucleo iniziale di foto che mi ha spinta ad approfondire la ricerca. Sono andata a frugare in soffitta e lì ho trovato centinaia di stampe e di negativi. Una volta fatta la scoperta non potevo più tirarmi indietro, sentivo la responsabilità di dover andare oltre a ciò che sapevo di lei per cercare un’identità nuova”.






