Il Consiglio regionale della Puglia

La composizione del nuovo Consiglio regionale pugliese non cambia. Il tribunale amministrativo regionale della Puglia, sezione di Bari, ha respinto ieri gli altri ricorsi presentati dai candidati dell'ultima tornata elettorale di novembre 2025, rimasti fuori dalla ripartizione dei seggi.I ricorsi respintiTra le istanze su cui i giudici della Terza sezione si sono pronunciati, figurava anche quella depositata dalla lista Avs (con cui erano candidati, tra gli altri Nichi Vendola e l'ex assessora regionale Anna Grazia Maraschio), centrata in particolare sui meccanismi di calcolo della soglia di sbarramento applicati per l'accesso in Consiglio regionale. A presentare ricorso era stata anche Lucia Parchitelli, prima dei non eletti del Pd nella circoscrizione di Bari, rimasta fuori dalla ripartizione dei seggi nonostante le sue 23mila preferenze. Tra gli altri ricorsi, quello dell'ex assessore Gianni Stea e di Alessandro Leoci, entrambi candidati nella civica Avanti Popolari, rispettivamente a Bari e Brindisi.Le decisioni precedentiA inizio maggio il Tar si era già pronunciato su altri tre ricorsi (ugualmente respinti), presentati dal salentino Sergio Blasi, e dai baresi Francesca Bottalico e Domenico Damascelli, che nelle rispettive istanze contestavano i conteggi applicati per la ripartizione dei seggi.Avs: "La legge elettorale regionale va riformata"In una nota, la lista Alleanza Verdi e Sinistra ha voluto commentare gli esiti del ricorso al Tar. "Le ragioni che ci hanno portato a presentare il ricorso al Tar di Bari - si legge nel comunicato - non erano di natura giuridica. Era ed è una questione profondamente politica, e la sentenza di oggi ci consente di ribadire con la stessa convinzione di sempre le ragioni che ci hanno portato all’impugnazione. Sosteniamo che questa legge elettorale sia sbagliata, poco chiara e ingiusta, perché più improntata ad avvantaggiare le forze politiche maggiori e ridurre il pluralismo democratico che a tradurre realmente la volontà degli elettori e dei territori in rappresentanza: anche questa volta, oltre 100mila pugliesi sono rimasti senza rappresentanza per una manciata di voti"."Il nostro impegno per la democrazia regionale e per la chiarezza delle regole, per correggere l’anomalia tutta pugliese della soglia di sbarramento mobile e le distorsioni che rendono più difficile garantire una rappresentanza equilibrata - rimarca Avs - ci porta a chiedere ancora una volta di intervenire sulla legge elettorale regionale. Chiediamo al Consiglio regionale, che ha un’intera legislatura davanti a sé, e al presidente Decaro, di assumere l’impegno di lavorare a una nuova legge elettorale, più giusta, più equilibrata e più rappresentativa, capace di restituire piena centralità alla volontà degli elettori e alla rappresentanza dei territori".