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Silvia Morosi

La Fondazione Onda Ets e il Club Top Italian Women Scientists hanno presentato a Milano un manifesto con dieci azioni concrete per ridurre il divario in ambito biomedico

Dare voce all’eccellenza scientifica femminile, promuovere modelli di leadership per il futuro, ridurre i troppi bias ancora esistenti nei sistemi di valutazione, contribuire con azioni concrete al miglioramento della qualità della ricerca biomedica. Sono questi alcuni degli obiettivi contenuti nei dieci punti del Manifesto elaborato da Fondazione Onda Ets - nata nel 2005 come Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere - e da Top Italian Women Scientists (Tiws), presentato a Milano. Nel nostro Paese le donne rappresentano il 57,3% dei laureati e superano il 42% dei dottori di ricerca in ambito Stem (in Europa la media è del 37%), ma la loro presenza si riduce salendo nella carriera accademica: dal 50% delle ricercatrici a tempo determinato in ambito biomedico – settore di eccellenza del club TIWS – si arriva al 29% dei professori ordinari. Senza dimenticare come nel settore universitario e della ricerca pubblica il divario retributivo di genere si attesta al 16,6%.

Il Manifesto è «uno strumento strategico per promuovere modelli più equi, trasparenti e meritocratici e investire nella leadership femminile come motore di qualità e innovazione. Un punto di partenza per un cambiamento sistemico fondato su azioni concrete: mentoring, modelli di carriera flessibili, integrazione della medicina di genere e coinvolgimento di tutti gli stakeholder», evidenzia Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda ETS. Investire nella ricerca biomedica delle donne significa «ampliare lo sguardo della scienza, renderla più rappresentativa, innovativa e inclusiva», superando barriere ancora presenti, e «costruire un sistema della ricerca che sappia riconoscere e valorizzare pienamente il merito e il talento femminile», aggiunge Adriana Albini, presidente del Club Top Italian Women Scientists.