Negli ultimi anni, l’uso dei social media è diventato un oggetto di crescente attenzione scientifica, non soltanto per la sua diffusione globale, ma per la complessità dei comportamenti che esso implica. In ambito accademico, il termine “dipendenza da social media” è stato progressivamente affiancato o sostituito da espressioni più precise, come problematic social media use (PSMU), al fine di evitare interpretazioni riduzionistiche e riconoscere la natura multidimensionale del fenomeno (Marino et al., 2020; Sun & Zhang, 2021; Shannon et al., 2022).Con questa espressione si fa riferimento a una modalità di utilizzo caratterizzata da perdita di controllo, interferenza con la vita quotidiana e persistenza del comportamento nonostante conseguenze negative, senza implicare necessariamente una diagnosi clinica sovrapponibile alle dipendenze da sostanza.Le evidenze empiriche più recenti consentono di quantificare con precisione la portata del fenomeno. Una meta-analisi pubblicata nel 2026 ha sintetizzato i dati di 38 studi per un totale di 29.944 partecipanti, confermando correlazioni positive significative tra dipendenza da social network e depressione (r = 0.30, IC 95% [0.26-0.33]), ansia (r = 0.30, IC 95% [0.26-0.34]) e stress (r = 0.29, IC 95% [0.21-0.36]) (Dadiotis et al., 2026). Un risultato particolarmente rilevante emerso dall’analisi è che queste correlazioni sono significativamente più forti nei paesi occidentali rispetto a quelli asiatici, suggerendo l’importanza di fattori culturali nella modulazione della relazione tra uso dei social media e salute mentale (Dadiotis et al., 2026). Inoltre, la meta-regressione ha mostrato che la correlazione tra dipendenza da social network e depressione era più debole per campioni con una percentuale più alta di femmine (β = -0.32, p = 0.006), spiegando il 25.77% dell’eterogeneità tra gli studi.Come sottolineato dagli stessi autori, gli effect size rilevati sono da considerarsi da deboli a moderati, e gli studi futuri dovrebbero concentrarsi su disegni longitudinali per stabilire la direzionalità della relazione tra PSMU e sintomi psichiatrici (Dadiotis et al., 2026). Questo quadro ambivalente richiede un approccio interpretativo che superi la dicotomia tra uso “positivo” e “negativo”. Esso deve piuttosto concentrarsi sulle dinamiche che strutturano l’interazione tra utente e piattaforma.Indice degli argomenti
Dipendenza da social, non è solo colpa dell’utente: il ruolo del design - Agenda Digitale
Uso problematico dei social media: meccanismi psicologici, neurobiologici, algoritmi, captologia e responsabilità delle piattaforme.







