La dipendenza da social è sempre più diffusa tra i giovani
La proposta dei senatori del Pd Basso e Nicita per contrastare le attività manipolatorie delle piattaforme dei social network. L’obiettivo sono gli algoritmi, non le modalità di accesso
Genova – Gamification e addiction. Sono i termini giusti da tenere in considerazione quando parliamo di dipendenze da social. Gli algoritmi delle piattaforme ci inchiodano online perché, come in un gioco, dispensano stimoli senza soluzione di continuità, con interfacce accattivanti e contenuti che sembrano calzare perfettamente con i nostri gusti. Non c’è un fondo al feed, il flusso di video che possiamo vedere è infinito. E nessuno può sapere se un post appena pubblicato riceverà o meno un apprezzamento, diventando magari virale a suon di migliaia di like e commenti.
Una cosa è certa. Ciò che è in ballo, qui, non è la testa e il ragionamento ma la pancia e l’emozione. Il piacere, la rabbia, lo sconforto. È esattamente questo meccanismo di sapiente assegnazione di premi (e penalità) ciò che ci tiene incollati sul display del cellulare in ogni situazione, anche a cena con gli amici, o che tiene svegli di notte gli adolescenti intenti a giocare o a scambiarsi messaggini.









