Da Taipei il dibattito resta misurato e senza allarmismi, ma cresce l’attenzione verso i segnali che arrivano da Washington tra guerra con l’Iran, gestione delle scorte militari e dialogo con Pechino. Le parole del segretario Cao sulla pausa delle forniture di armi americane a Taiwan alimenta interrogativi sulla reale priorità strategica dell’isola nei calcoli della Casa Bianca

Taipei – Il tema non viene affrontato apertamente nei toni dell’allarme, ma nel dibattito strategico taiwanese una domanda sta diventando sempre meno teorica: quanto spazio reale avrà Taiwan nelle priorità strategiche di Donald Trump, mentre Washington è assorbita dalla guerra con l’Iran e contemporaneamente tenta di costruire un equilibrio pragmatico con la Cina?

A riaccendere le preoccupazioni dopo le giornate complicate che hanno seguito l’incontro Trump-Xi di Pechino, stavolta sono state le dichiarazioni del segretario ad interim della Marina statunitense Hung Cao, che durante un’audizione al Senato ha confermato la sospensione di un pacchetto di vendita di armamenti a Taiwan del valore di circa 14 miliardi di dollari. Una pausa motivata, secondo Cao, dalla necessità di preservare le scorte americane di munizioni dopo mesi di operazioni militari legate al conflitto con Teheran.