Debiti contributivi con l'Inps? Ci sono fino a 60 mesi di tempo per estinguerli. È questo il termine ultimo previsto per poter rateizzare le pendenze con l'istituto di previdenza.Con la circolare 60/2026, l'Inps ha recepito le ultime disposizioni normative e adottato il nuovo Regolamento di disciplina delle dilazioni. Obiettivo è semplificare le procedure, favorire il rientro in bonis dei contribuenti e garantire la riscossione. La nuova disciplina si applica alle domane presentate a partire dalla pubblicazione della circolare, ossia il 21 maggio 2026.

Fino a 60 rate per pagare i debiti contributivi I piani di rateazione variano in base a quanto ammonta il debito. Con un "dovuto" fino a 500.000 euro la dilazione può essere concessa per un massimo di 36 rate mensili. Da 500.001 euro in poi si può pagare fino a un massimo di 60 rate mensili.Per poter accedere alla dilazione il richiedente deve dichiarare di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, causata da carenze di liquidità o da situazioni contingenti ed eccezionali. Ma quali debiti si possono rateizzare?I debiti dilazionabili Ecco le fattispecie previste dal regolamento, come spiegato nella circolare: mancato o ritardato pagamento di contributi, dovuti mensilmente o periodicamente, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie presentate entro la scadenza di legge (art. 116, comma 8, lett. a), della legge n. 388/2000); mancato pagamento dei contributi connesso a registrazioni, denunce o dichiarazioni obbligatorie non presentate o non conformi al vero o rilevati con atti notificati d’ufficio o a seguito di verifiche ispettive (art. 116, comma 8, lett. b) e b-bis), della legge n. 388/2000); comunicazioni di compliance notificate al contribuente; comunicazioni di addebito dei contributi previdenziali notificate al contribuente a seguito di attività di controllo eseguite d’ufficio dall’INPS. Chi può aderire, domande e tempi Possono essere ammessi al piano di rateizzazione coloro i quali presentino domanda dal 21 maggio 2026, ma sono ammessi anche i contribuenti che hanno presentato richiesta dal 12 gennaio 2025 e il cui piano sia ancora in corso (e in questo caso possono richiedere di rivedere il numero delle rate del piano di ammortamento).La richiesta - per le nuove istanze - si presenta in via telematica. Deve comprendere l'intera esposizione debitoria consolidata verso tutte le Gestioni Inps. Si accorciano i tempi della gestione da parte dell'ente per le nuove adesioni. L'Inps avrà infatti 10 giorni di calendario a disposizione per l'istruttoria e il consolidamento dell'estratto debitorio. In totale ci vorranno 20 giorni di calendario complessivi per la conclusione del procedimento con l'accoglimento o il respingimento dell'instanza.A questo punto scattano gli obblighi temporali per il debitore: la prima rata va versata entro 10 giorni dall'attivazione del piano di ammortamento.