Può manifestarsi in forme lievi o gravi, con sintomi molto diversi tra loro e un impatto spesso molto pesante sulla qualità di vita.
Parliamo del LES, ovvero Lupus Eritematoso Sistemico, malattia cronica che interessa solo in Italia circa 30mila persone, la maggior parte delle quali donne in età fertile, con un’età d’esordio compresa tra i 15 e i 45 anni. Una patologia che fino a poco tempo fa era considerata a prognosi grave, ma che oggi, grazie ai progressi compiuti in ambito scientifico, è possibile tenere sotto controllo. Soprattutto se riconosciuta e ‘stanata’ per tempo. Ecco perché il mese di maggio, dedicato alla sensibilizzazione sul LES, può diventare un’occasione preziosa per far luce sugli aspetti ancora oggi poco noti della patologia.
Lupus Eritematoso Sistemico: di cosa si tratta?
Il Lupus Eritematoso Sistemico, così chiamato per la caratteristica eruzione cutanea sul viso simile al morso di un lupo, è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti sani del corpo, causando infiammazione e danni. Il disturbo può interessare pelle e articolazioni ma, in alcuni casi, può colpire anche reni, cuore, polmoni, sistema nervoso e altri organi, con un decorso molto variabile, che comprende quadri clinici da lievi a più gravi.










