È quasi mezzanotte quando la centrale operativa del 112 riceve una chiamata. «Venite subito, ho bisogno di aiuto. Sono stata aggredita». A parlare dall’altro capo del telefono è una donna, sulla cinquantina, ancora scossa. Riferisce di essere al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano e così, gli agenti della polizia di Stato, la raggiungono lì il prima possibile. Quando arrivano si accorgono che non è da sola: la trovano in compagnia di un’altra donna e un uomo, all’incirca della stessa età. La vittima mostra ai poliziotti la mano, come aveva fatto poco prima con i medici e gli infermieri che l’hanno soccorsa: le mancava una falange perché - è quanto avrebbe raccontato - gliel’aveva staccato a morsi la donna che era con lei.
Innamorate dello stesso uomo La vicenda, degna di una sceneggiatura di Quentin Tarantino, è accaduta lunedì. In serata le due donne, dell’hinterland torinese, si erano ritrovate in corso Sebastopoli. Avevano scoperto di avere una relazione con lo stesso uomo e, forse, si erano date appuntamento proprio per chiarirsi. Ma i piani non vanno come sperato. La situazione brevemente degenera in urla e spintoni e poi, alla fine, accade quello che nessuno si sarebbe mai aspettato: una delle due aggredisce l’altra mordendole una mano e strappandole via una falange. Parte la corsa all’ospedale Mauriziano. Ad accompagnare le due donne c’è l’uomo conteso. Alla vittima i medici danno una quarantina di giorni di prognosi: deve essere operata alla mano, con la speranza di riuscire a riattaccare la falange. Ai poliziotti racconta tutto: la relazione, l’appuntamento per parlare, l’aggressione. E così per la «rivale» scatta una denuncia per lesioni.







