Useremo ogni centesimo per aiutare chi è in difficoltà». Con voce commossa Bruno Rossi commenta la sentenza del tribunale civile di Arezzo che ha riconosciuto un risarcimento di circa un milione per la morte di sua figlia, Martina Rossi, la giovane precipitata il 3 agosto 2011 dal sesto piano di un hotel di Palma di Maiorca mentre tentava di sfuggire a una violenza sessuale. Il tribunale ha stabilito che Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi – già condannati in via definitiva per la tentata violenza di gruppo – dovranno versare 457 mila euro ciascuno ai genitori della ragazza, Bruno Rossi e Franca Murialdo, oltre a 74 mila euro congiuntamente. Una decisione che arriva cinque anni dopo la condanna definitiva in sede penale. «Questa sentenza è la conseguenza diretta della condanna penale – racconta Bruno Rossi, ex camallo del porto di Genova e storico sindacalista – ma il percorso non è finito. Faranno appello e probabilmente ricorreranno in Cassazione. In ogni caso, quei soldi andranno tutti alla fondazione dedicata a Martina». L’associazione nata nel 2022 per sostenere donne vittime di violenza, migranti a Ventimiglia e persone in difficoltà, oltre a promuovere progetti educativi sulla parità di genere e contro la violenza sulle donne dallo scorso aprile, è stata trasformata in fondazione.
Risarcimento da 1 milione per la morte di Martina Rossi. “Sarà devoluto a chi è in difficoltà”
La ragazza precipitò il 3 agosto 2011 dal sesto piano di un hotel di Palma di Maiorca, mentre tentava di sfuggire a una violenza sessuale. Il padre, dopo la de…










