HomeArezzoCronaca“Niente ci ridarà Martina”. Ragazza morta in gita, il risarcimento ai familiari andrà tutto in beneficenzaUn milione dai giovani che la inseguivano per violentarla: morì nella fuga. Il padre: “Non c’è cifra che possa ripagare del dolore per una figlia perduta”Martina Rossi, la studentessa genovese morta il 3 agosto 2011 precipitando dal balcone di un hotel in SpagnaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 22 maggio 2026 – “Non diventeremo milionari, non c’è cifra che possa ripagare del dolore per un figlia perduta. La nostra vita è distrutta da quel giorno”. Bruno Rossi, parla al telefono dalla sua abitazione di Genova con lo stesso nodo in gola con cui in tutti questi anni ha attraversato mille volte la vicenda di Martina. Ma sempre con la determinazione che da allora lo spinge a combattere per la figlia. “È come se la portassi sempre con me sulle spalle...” ripete da quel giorno.

La Corte di Cassazione

La morte della studentessa

Il 3 agosto 2011 la studentessa genovese morì precipitando dal balcone di un hotel a Palma dI Majorca in Spagna, mentre cercava di sfuggire a un tentativo di violenza sessuale: così secondo la sentenza penale definitiva che ha condannato a tre anni Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, entrambi di Castiglion Fibocchi (Arezzo). Hanno già scontato la condanna e da quindici anni ribadiscono la loro innocenza. Il giudice Fabrizio Pieschi ha stabilito che Vanneschi e Albertoni devono risarcire con un milione di euro i genitori di Martina Rossi. Una cifra considerevole che, nelle intenzioni della famiglia della studentessa, servirà a sostenere le attività dell’associazione che porta il suo nome e si batte contro la violenza di genere e per la tutela delle persone fragili.