Indagata anche l’amica di Beatrice Bellucci: quando si è verificato l’incidente fatale per la 22enne anche la loro auto viaggiava oltre i limiti di velocità.

Beatrice Bellucci.

Anche l'automobile su cui viaggiava Beatrice Bellucci, morta nell'incidente in via Cristoforo Colombo il 24 ottobre del 2025, stava superando i limiti di velocità prima dello schianto. Questa la conclusione dei consulenti che hanno ricostruito la dinamica del tragico incidente in cui ha perso la vita la ventiduenne: non ci sarebbe un dato esatto sulla velocità, ma secondo quanto emerso dalle analisi dei consulenti sarebbe stata comunque superiore ai 50 chilometri orari previsti dal limite della zona, in via Cristoforo Colombo. Per questa ragione ora le persone indagate per concorso di colpa in omicidio stradale sono due: oltre a Luca Domenico Girimonte, che si trovava alla guida dell'altra automobile, si aggiunge anche Silvia Piancazzo.

Ipotesi corsa clandestina: le ultime ricostruzione la escludono Inizialmente, non appena verificatosi l'incidente, era emersa l'ipotesi delle corse clandestine: l'automobile guidata da Girimonte correva, come accertato fin da subito. Un'ipotesi, però, che adesso, a mesi dallo scontro fatale, viene totalmente scartata dagli inquirenti. Allo stesso modo, i due ragazzi che si trovavano al volante, sottoposti agli esami di alcool e drug test, sono risultati in entrambi i casi negativi: a provocare l'incidente pare, almeno per ora, che sia stata la mancanza di attenzione. Da chiarire ancora, invece, il grado di responsabilità di entrambi che potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per una futura e possibile strategia difensiva. Ancora sconosciuto, inoltre, come sarà diviso il pagamento da risarcire fra responsabili e assicurazioni dopo l'incidente in quella che, nella Capitale, è una delle strade più pericolose della Capitale: negli ultimi dieci anni si sono registrati lungo quella strada più di duemila incidente, ogni anno due mortali.