A fine marzo 2026 si sono susseguiti due verdetti storici: il 24 marzo una giuria del New Mexico ha condannato Meta a pagare 375 milioni di dollari per violazioni delle leggi sui consumatori legate alla protezione dei minori; il giorno successivo, il 25 marzo, il tribunale di Los Angeles ha emesso il primo verdetto di colpevolezza contro Meta e YouTube per il design delle piattaforme. I danni lamentati spaziano dalla dipendenza ai disturbi alimentari, dall’ansia alla depressione, fino ai casi di suicidio e di favoreggiamento della pedofilia.Ad aprile 2026, le denunce negli Stati Uniti contro i grandi social media (Meta, Alphabet, TikTok e Snap Inc.) superano ampiamente le 10.000 cause individuali. A queste si aggiungono quasi 800 distretti scolastici e le azioni legali dei procuratori generali di oltre 41 stati: un vero tsunami che sembrerebbe presagire una risoluzione simile a quella che ha contraddistinto le sorti del mercato del tabacco ma questa è solo un’ipotesi.Un particolare importante: sia Snapchat sia TikTok hanno optato per accordi transattivi, confermando indirettamente la fondatezza delle accuse; appare allora molto probabile il moltiplicarsi esponenziale delle cause e delle class action.Indice degli argomenti
Dalla crisi dei social al nuovo Rinascimento: come cambia il rapporto tra tecnologia, fiducia e marketing
Dalla crisi dei social media al neo-rinascimento digitale: perché il marketing deve evolvere verso modelli basati su fiducia, etica e valore relazionale.








