Economia 12 maggio 2026 Un nuova proposta di legge punta a introdurre un’imposta sui grandi patrimoni: vediamo che effetti avrebbe sul nostro Paese Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso conferisce un premio a Leonardo Maria Del Vecchio, chief strategy officer di EssilorLuxottica, giugno 2025 – Fonte: ANSA Come accade periodicamente ormai da anni, negli ultimi giorni si è tornati a parlare di patrimoniale. Il 7 maggio, è stata depositata alla Corte di cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre un’imposta sui grandi patrimoni, promossa da Rifondazione comunista e da economisti, docenti universitari e ricercatori impegnati sui temi della giustizia fiscale e sociale. La raccolta firme partirà il 15 maggio e terminerà il 15 novembre, e per essere presentata in Parlamento la proposta dovrà ottenere almeno 50 mila sottoscrizioni. Se dovesse arrivare in Parlamento, non è comunque detto che sarà approvata, visto che a quel punto dovrà ottenere il via libera sia della Camera che del Senato.In ogni caso, in questi giorni il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni è tornato a dirsi favorevole all’introduzione di una patrimoniale. «Noi diciamo una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ma ci sono anche proposte che riguardano le successioni», ha dichiarato il 9 maggio in un’intervista al Manifesto. Fratoianni ha aggiunto comunque di essere aperto ad alternative, basta che l’obiettivo sia quello di «correggere l’inaccettabile concentrazione della ricchezza». Il ritorno di una tassa sulla ricchezza nel dibattito pubblico ha portato a una reazione delle forze politiche contrarie a questo strumento fiscale: l’11 maggio Fratelli d’Italia ha rilanciato su Instagram un articolo di Libero per criticare «il ritorno del partito della patrimoniale» e la volontà della sinistra di «mettere le mani sui risparmi degli italiani».