F.G.
21 maggio 2026 22:19
Regole più stringenti per il ripristino stradale e maggiore coordinamento tra gli operatori che devono lavorare sui sottoservizi. L’assemblea capitolina ha approvato il nuovo regolamento scavi.Una gestione più modernaIl problema dei lavori eseguiti rovinando un tappetino d’asfalto appena rifatto, sono stati segnalati, per anni, in tutta la città. Per questo l’amministrazione ha deciso d’intervenire aggiornando un dispositivo normativo ormai datato, le cui conseguenze restano come cicatrici sul tessuto stradale. Quello approvato, quindi, rappresenta “uno strumento fondamentale per una gestione più moderna, ordinata ed efficiente degli scavi nella città di Roma – ha commentato l’assessora ai lavori pubblici Ornella Segnalini - un provvedimento che punta a migliorare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, ridurre i disagi per cittadini e territori e garantire maggiore qualità negli interventi sullo spazio pubblico”.Gli obiettivi del nuovo strumentoCosa cambia? Sul piano normativo il nuovo dispositivo aggiorna le modifiche introdotte nel 2021 al precedente regolamento (era del 2016). Lo fa adeguandosi alle pronunce del Consiglio di Stato e alle disposizioni del Codice delle Comunicazioni Elettroniche e vi riesce introducendo strumenti più efficaci per una gestione più ordinata degli scavi stradali, a tutela dello spazio pubblico. In concreto migliora il coordinamento tra le varie realtà che intervengono nel sottosuolo cittadino. L’obiettivo è di ridurre il ripetersi di cantieri ravvicinati sulle stesse strade, rafforzando la qualità dei ripristini e proteggere gli importanti investimenti realizzati in questi anni sulla rete viaria della città.Tra le principali novità introdotte dal nuovo testo vi è il rafforzamento della programmazione degli interventi e della valutazione dell’effetto cumulativo degli scavi sulla stessa carreggiata, così da evitare continue manomissioni delle pavimentazioni e garantire maggiore continuità e durabilità delle strade.Tempi e modalità dei ripristiniIl regolamento introduce inoltre regole più stringenti sui ripristini: immediatamente, se si tratta di urgenze; trenta giorni, se si tratta di interventi ordinari limitando il più possibile il protrarsi dei ripristini provvisori. Non si interviene per cinque anni dalla realizzazione di nuove strade, tre anni su quelle oggetto di manutenzione straordinaria e due anni in caso di ordinaria. Viene rafforzato anche il sistema delle responsabilità dei soggetti attuatori che, fino al ripristino definitivo, hanno in consegna la strada e dovranno rispondere della qualità degli interventi.Dai controlli a campione al nuovo regolamentoNel 2025, per affrontare il problema delle strada ammalorate dopo la posa dei cavi, l’amministrazione capitolina aveva stanziato delle apposite risorse. Erano infatti stati messi a bilancio 225mila euro (per il 2025 e il 2026) per pagare sopralluoghi a campione, in modo da supportare i municipi nell’attività di controllo e, quindi, anche di sanzionamento. Il nuovo testo interviene in maniera più organica, rispetto alla soluzione “a campione” che era stata prevista. Contempla infatti procedure più chiare e tracciabili per i lavori urgenti, maggiore coordinamento per gli interventi complessi o intermunicipali e un rafforzamento della tutela ambientale e del patrimonio arboreo, con specifiche attenzioni per le aree interessate dalla presenza di alberature stradali. Sono stati inoltre introdotti obblighi periodici di controllo e manutenzione su armadi stradali e chiusini, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, decoro urbano e qualità complessiva dello spazio pubblico.







