HomeFerraraCronacaGiro di droga all’Arginone . Hashish nelle cuciture dei jeans, due condanne e un patteggiamentoLa vicenda vede coinvolti due detenuti e la compagna di uno di essi. Quattro mesi all’ultimo imputato. Avrebbero cercato di far entrare stupefacenti in carcere durante i colloqui o dentro ai pacchi postali.La vicenda vede coinvolti due detenuti e la compagna di uno di essi. Quattro mesi all’ultimo imputato. Avrebbero cercato di far entrare stupefacenti in carcere durante i colloqui o dentro ai pacchi postali.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAvrebbero tentato di fare entrare droga all’Arginone approfittando dei colloqui o attraverso pacchi destinati a detenuti. Un traffico scoperto dalla polizia penitenziaria che, in collaborazione con i carabinieri, ha messo sotto inchiesta tre persone: due detenuti e la compagna di uno di questi. La vicenda giudiziaria scaturita da quell’indagine si è conclusa ieri in tribunale, con la condanna in primo grado dell’ultimo dei tre. Le posizioni degli altri due erano invece state definite in sede separata, una con una condanna e l’altra con un patteggiamento.
I fatti. Il tutto ruota intorno a tre persone: un detenuto italiano di 45 anni, la sua compagna 54enne e un altro detenuto, un 29enne di origine romena. Secondo l’impianto accusatorio, la donna avrebbe in almeno quattro occasioni ceduto o tentato di cedere alcune dosi di hashish e cocaina al compagno. In alcuni casi lo avrebbe fatto direttamente, in altri si sarebbe servita di destinatari meno ‘sospetti’ a cui consegnare i pacchi. Uno di questi sarebbe appunto il terzo imputato al quale, in accordo con il 45enne, sarebbe dovuto arrivare un pacco portato dalla madre dello straniero (ritenuta estranea ai fatti e mai indagata). La droga, stando alle accuse, sarebbe poi stata in parte ceduta ad altri detenuti in cambio di ricariche sulla PostePay della 54enne. Le risultanze investigative parlano di somme tra i 50 e i 200 euro per un totale di oltre mille euro. Gli inquirenti hanno ricostruito anche le modalità con cui, di volta in volta, i soggetti coinvolti cercavano di far entrare le sostanze proibite all’interno della casa circondariale. I fatti contestati si sarebbero verificati tra l’ottobre del 2022 e l’aprile del 2023. In un caso, la donna avrebbe tentato di consegnare al compagno un pacco postale contenente 22 grammi di hashish e uno di cocaina attraverso un finto destinatario. Tentativo fallito in quanto la droga fu rinvenuta durante un’ispezione della polizia penitenziaria. Nel secondo caso, la donna avrebbe fatto avere dell’hashish al 45enne direttamente durante un colloquio nel quale era presente la figlia minorenne (la droga, stando a quanto emerso in udienza, sarebbe stata nascosta in una fasciatura applicata alla bambina a seguito di un piccolo infortunio). In una terza occasione, la donna avrebbe portato l’hashish nascosto in bocca, poi inghiottito al momento della perquisizione da parte degli agenti. L’ultimo caso, che viene contestato anche al 29enne, vede protagonista pure la madre di quest’ultimo. La donna aveva infatti infilato in un pacco alimentare destinato al figlio anche due paia di jeans con otto grammi di hashish cuciti sotto l’etichetta esterna. Pantaloni che, spiegherà la madre in aula, gli erano stati consegnati da una donna, identificata poi con la 54enne. Anche in questo caso, però, il tentativo di introdurre la droga all’Arginone andò a monte grazie a un’ispezione della Penitenziaria.











