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Sara Gandolfi

Maldive, cosa è successo nella grotta in cui sono morti i sub italiani? Domani le salme tornano a casa. Sequestrati computer e telefonini

Dalla nostra inviata a MalèSono penetrati ancora nella grotta di Alimathà, per la quarta volta, i tre speleosub finlandesi che nei giorni scorsi hanno riportato in superficie Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino, i quattro italiani intrappolati ad oltre 60 metri di profondità nel mare delle Maldive, le cui salme torneranno domani in Italia. Ieri, hanno «ripulito» la grotta da ogni traccia del passaggio umano e e si sono offerti di produrre una mappa, per evitare che succedano altre tragedie come quella che giovedì scorso si è portata via la vita dei cinque sub della Duke of York, la «Safari Boat» ora sotto sequestro al porto di Malè.

Il team finlandese ha fatto riprese video su richiesta della polizia maldiviana e consegnato tutto il materiale raccolto. In Italia, sarà la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, a cercare di chiarire dinamiche e responsabilità, attraverso le autopsie, in programma la prossima settimana, e l’analisi dell’attrezzatura, tra cui muta, bombole, telecamere GoPro, torce, computer, telefonini. Saranno sentiti anche i responsabili del dipartimento dell’Università di Genova dove insegnava la professoressa Montefalcone. Con l’aiuto di diverse fonti — il team di ricerca, persone vicine agli investigatori e media locali — ricostruiamo quanto avvenuto.