HomeMagazineMusei Byron e del Risorgimento. Visitatori da tutto il mondoSono la grande novità dell’ultimo anno, meta ininterrotta di turisti e turiste da tutto il mondo, attratti dalla storia d’amore...Sono la grande novità dell’ultimo anno, meta ininterrotta di turisti e turiste da tutto il mondo, attratti dalla storia d’amore...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSono la grande novità dell’ultimo anno, meta ininterrotta di turisti e turiste da tutto il mondo, attratti dalla storia d’amore tra Lord Byron e la Contessina Teresa, e dallo straordinario e prima d’ora poco esplorato rapporto del poeta con il Risorgimento italiano e la Carboneria: a Ravenna i Musei Byron e del Risorgimento hanno portato una di fascino e una forte attrazione internazionale, come dimostrano la recente visita dei Reali d’Inghilterra Carlo e Camilla e l’incremento in un solo anno in città di turisti da ogni parte del mondo, con un 20% in più soltanto di ospiti inglesi.

Con la loro duplice narrazione, multimediale e storico-iconografica con le ricchissime collezioni di documenti, cimeli, opere prime, ritratti e gioielli, i Musei Byron e del Risorgimento sono forse il primo museo al mondo on demand: a seconda del diverso grado di preparazione e di interesse dell’ospite, è possibile attivare una diversa narrazione che sa affascinare tanto i giovanissimi, sempre conquistati dalle interattività e dalle ricostruzioni digitali, quanto i più esperti appassionati di Byron, di letteratura, e del Risorgimento, non solo italiano. L’immagine e la parola convivono in questi Musei nell’iconografia museale tra le più moderne al mondo. E’ possibile attivare una storia appendendo un quadro col protagonista, o rileggere la trafila garibaldina suonando la campana del tempo, o rivivere i momenti cruciali del Risorgimento muovendo i protagonisti su una scacchiera, a metafora del grande gioco della storia (nella foto il MInistro Alessandro Giuli, in visita nei giorni scorsi mentre la scacchiera, con lui a guidarlo il presidente della Cassa di Ravenna Antonio Patuelli).