HomeMonza BrianzaCronacaAl via ’Lungimigranti’, si cercano famiglie per ospitare ragazzi stranieriUna famiglia per ricominciare. Nell’ambito del progetto Lungimigranti, sviluppato dal Consorzio comunità Brianza con il contributo di Fondazione Cariplo, prende...Una famiglia per ricominciare. Nell’ambito del progetto Lungimigranti, sviluppato dal Consorzio comunità Brianza con il contributo di Fondazione Cariplo, prende...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUna famiglia per ricominciare. Nell’ambito del progetto Lungimigranti, sviluppato dal Consorzio comunità Brianza con il contributo di Fondazione Cariplo, prende avvio sul territorio un percorso dedicato all’accoglienza in famiglia di minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni. Per questo il Consorzio sta cercando famiglie che si rendano disponibili. L’esperienza nasce da un primo progetto pilota del 2019-2020, in tempo di Covid, quando già 9 famiglie hanno accolto giovani tra i 19 e i 20 anni. L’obiettivo è costruire reti di prossimità attorno ai ragazzi accolti, offrendo loro non solo un luogo in cui stare, ma soprattutto tempo, ascolto, fiducia e accompagnamento nel percorso verso l’autonomia. "A oggi - spiega Marta Zambonardi, responsabile del progetto - il progetto prevede l’accoglienza di ragazzi tra i 16 e i 25 anni, provenienti da Paesi e storie differenti, che affrontano una fase delicata della loro vita, nella quale la costruzione di legami rappresenta un elemento importante nel percorso di crescita e inclusione". L’invito è rivolto a famiglie, coppie e single domiciliati nella provincia di Monza e Brianza. Accogliere un giovane straniero non accompagnato significa aprire spazi di relazione nella quotidianità: condividere i pasti, accompagnare nello studio, supportare l’apprendimento della lingua italiana, aiutare nella conoscenza del territorio o semplicemente offrire una presenza adulta di riferimento. La priorità del progetto è l’accoglienza in famiglia, ma esistono anche altre modalità per stare accanto ai ragazzi: una volta a settimana, a cena, nel weekend, per avere una rete di supporto. Ogni disponibilità viene infatti costruita insieme agli operatori, nel rispetto dei tempi, delle possibilità e delle esigenze di ciascuno. I requisiti: disponibilità alla relazione, correttezza e pulizia. "Il percorso di accoglienza sarà graduale e accompagnato da una équipe multidisciplinare che seguirà - specifica Zambonardi - famiglie, persone ospitanti e giovani durante tutte le fasi: dal primo colloquio conoscitivo e in ogni passo dell’esperienza di convivenza o supporto relazionale. Non sono richieste competenze specifiche, ma disponibilità all’ascolto, apertura all’incontro e desiderio di mettersi in relazione. Si tratta di trovare la famiglia giusta per il ragazzo giusto". Chi fosse interessato, o anche solo curioso di approfondire il progetto, può scrivere a in.famiglia@comunitabrianza.it o visitare il sito https://comunitamonzabrianza.it/infamiglia/. Un operatore ricontatterà le persone interessate per un primo confronto conoscitivo.