Per la Siena-Firenze serve una svolta strutturale. Un’arteria cruciale da oltre 30mila transiti al giorno, sospesa tra cantieri infiniti e la cronaca quotidiana di un collasso stradale. L’audizione di Anas in Commissione infrastrutture del Consiglio regionale ha riacceso i riflettori sulle criticità strutturali del raccordo autostradale Firenze-Siena, proprio mentre la satira e l’esasperazione dei pendolari viaggiano alla velocità dei social. "L’audizione è stata utile per fare il punto, ma serve una visione di lungo periodo", dichiara Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista. Se da un lato Anas ha illustrato investimenti significativi, oltre 35 milioni di euro di lavori eseguiti dal 2020 a oggi, 10 milioni in corso e nuove bitumature programmate, dall’altro appare evidente che la manutenzione ordinaria non basti più. "Parliamo di una strada nata in un altro contesto storico", incalza Casini.
"Oggi i flussi sono aumentati e il territorio è cambiato. Occorre uno scatto in avanti, aprendo una valutazione seria su analisi costi-benefici e scenari strutturali". La fotografia dell’emergenza emerge con chiarezza dalle piattaforme digitali: il gruppo Facebook "Quelli dell’Autopalio", che conta ormai quasi 5.500 iscritti, e la neonata chat Telegram correlata registrano un tam-tam continuo di segnalazioni. Solo nelle ultime settimane si sono susseguiti scontri paurosi, come quello tra tre vetture che ha bloccato la carreggiata per ore, l’incidente all’altezza di Poggibonsi con code chilometriche da Colle di Val d’Elsa, e l’impatto tra un camion e un’ambulanza vicino a Barberino Tavarnelle. E poi i quasi quotidiani incidenti in prossimità di cantieri. Episodi che alimentano la forte preoccupazione per i prossimi fine settimana: con l’arrivo della bella stagione e i primi flussi verso il mare, il rischio concreto è quello di assistere a rientri domenicali da incubo.






