PORDENONE - È davanti alla Corte d'assise di Udine che sarà ripercorso il dramma di Laura Pin, la 74enne di Fiume Veneto trovata morta il 26 luglio 2023 nel letto in cui da tempo era costretta a causa delle gravi patologie che le impedivano qualsiasi libertà di movimento.Il marito Severino Sist, 78 anni, oggi ricoverato nella Rsa di Torre, è chiamato a difendersi dall'accusa di omicidio aggravato dal grado di parentela con la vittima e dal fatto che è stato commesso approfittando del fatto che la donna non poteva difendersi.
Il pubblico ministero Andrea Del Missier, che ha incardinato il fascicolo prima del suo trasferimento, ha contestato anche la recidiva specifica negli ultimi cinque anni, in quanto nel 2019 Sist aveva patteggiato 14 mesi per maltrattamenti in famiglia. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Enrico Pezzi, la donna sarebbe morta in seguito alle percosse.Ieri, nel corso della prima udienza, sono state affrontate le questioni preliminari: l'ammissione dei testimoni e delle prove documentali. Il processo entrerà nel vivo il 21 maggio, con l'audizione dei testimoni che aiuteranno la Corte presieduta dal giudice Carla Missera - con a latere il collega Roberto Pecile e sei giudici popolari (quattro sono donne) - a far luce sul rapporto tra i due coniugi e le loro condizioni di salute.I testimoni Sono 16 i testimoni indicati dalla Procura. «Del decesso - ha spiegato il pm Pezzi alla Corte - ne siamo venuti a conoscenza il giorno dopo. Per comprendere perché sia stato contestato un omicidio doloso e non preterintenzionale bisogna allargare lo sguardo e avere una visione più ampia sul nucleo familiare, la situazione clinica di Laura Pin e di Sist. Per questo la documentazione medica agli atti è corposa, come lo sono le relazioni dei Servizi sociali. Non va poi trascurato il processo per maltrattamenti definito nel 2019».Il Pm ha ottenuto l'ammissione di tutti i testimoni citati: dal medico di base Massimo Roman che nel constatare il decesso dell'anziana, insospettito dagli ematomi sul volto, ha sollecitato l'autopsia, fino alle operatrici socio sanitarie che frequentavano la casa. Sarà sentita anche la suora che aveva accolto Pin in una casa protetta quando era vittima di violenze domestiche. E poi i figli della coppia, i carabinieri che hanno fatto le indagini e il medico legale Antonello Cirnelli che ha confermato la morte violenta.In accordo con la difesa, sette testimonianze rese a verbale (prevalentemente dalle operatrici socio sanitarie) saranno acquisite. La Corte ha ammesso anche i brogliacci delle intercettazioni e - rilevando che non sono ripetibili essendo la donna deceduta - i verbali di sommarie informazioni testimoniali rese da Laura Pin nel procedimento che la vedeva vittima di maltrattamenti. Un'acquisizione, quest'ultima a cui la difesa si era opposta.La difesa A Sist il giudice tutelare ha nominato un amministratore di sostegno. Nel corso del procedimento preliminare è stato sottoposto anche a perizia psichiatrica per comprendere la gravità del suo decadimento cognitivo. Secondo il consulente del gup, Alberto Kirn, l'uomo può partecipare al processo.È un aspetto che gli avvocati Antonino Di Pietro e Alessandro Magaraci, ieri affiancati dalla collega Michela Grizzo, intendono approfondire. La difesa ha sempre parlato di un uomo sofferente e confuso, che fa fatica a collocare nel tempo il decesso della moglie e le cadute dal letto a cui aveva fatto riferimento per giustificare i lividi riscontrati in sede autoptica.I legali condividono con l'accusa due testimoni: i figli della coppia. Hanno poi indicato il medico legale Giovanni Del Ben, giunto a conclusioni opposte rispetto al consulente della Procura, e lo psichiatra Francesco Piani. I legali intendono approfondire i problemi di salute di Sist e alla prossima udienza dovrebbero presentare documentazione medica aggiornata sulle condizioni psicofisiche dell'anziano. «Per noi - hanno concluso - è un onere chiedere l'esame dell'imputato». Un passaggio che in aula permetterebbe alla Corte di verificare le reali condizioni del 78enne.L'accusa Laura Pin - secondo quanto è emerso dall'autopsia - sarebbe morta in seguito alle percosse inferte in testa a mani nude o con corpi contundenti. Era stata trovata senza vita dalle operatrici sociosanitarie parecchie ore dopo il decesso.Alcuni ematomi sul volto avevano insospettito il medico curante, che nella constatazione del decesso aveva ravvisato la necessità di un'autopsia per determinare le cause della morte. Oggi il marito è sospettato di femminicidio.






