Nel 2021 Andrea Tomassini, giovane musicista perugino con una disabilità motoria dovuta a un'ischemia prenatale, commosse l'Italia con Mai mollare, una canzone che raccontava la sua storia, senza chiedere pietà. Chiedeva, però di essere ascoltato. Da allora non si è fermato un momento, o meglio, lui stesso non ha mai mollato.
Da poco Andrea si è laureato con lode in Lettere Moderne all'Università di Perugia: la tesi, su Pirandello, si intitola "Frammenti d'identità di un figlio cambiato", un titolo che non è affatto casuale. “La musica e i libri sono i miei strumenti di libertà – racconta il giovane perugino –. La laurea non è un punto d'arrivo, ma la dimostrazione che il valore di una persona è determinato dalla sua volontà di mostrare il proprio talento, non dai suoi limiti fisici”.
Anche per questo già a maggio 2024 Tomassini ha fondato l'associazione Andiamo a Noi ottenendo in breve tempo un primo ma significativo risultato: il Registro dei Progetti Esistenziali di Vita, approvato dal Comune di Perugia. “Non siamo meri dati sanitari o burocratici – spiega il presidente – Vogliamo che la disabilità sia vissuta con dignità, mettendo al centro il progetto di vita individuale”. Oggi l'associazione siede ai tavoli dell'Osservatorio Regionale dell'Umbria. Ma per il 22enne è la musica il linguaggio principale con cui portare avanti il suo impegno e le sue passioni. Uno spazio in cui emozioni ed esperienze diventano racconto, trasformando la sua storia personale in espressione diretta e riconoscibile. Infatti è tornato con un nuovo singolo, Divertiti un mondo, disponibile su Spotify. Dietro al brano ci sono nomi importanti (il maestro Stefano Zavattoni, già collaboratore di Fiorella Mannoia, ha curato le orchestrazioni) e la voce che affianca Tomassini è quella di Nicola Gargaglia, talento di Amici e voce Disney. Il videoclip del brano lo ha realizzato lui stesso insieme a sua madre, usando l'intelligenza artificiale ma è il messaggio che lascia a bocca aperta chi lo conosce: “Viviamo in una società che ci chiede di correre e performare sempre al massimo. Questo brano trasmette il messaggio opposto: sentirsi persi non è un errore. A volte perdersi è la soluzione migliore per ritrovarci”. Nel cassetto, infine, un sogno chiamato Sanremo. “Spero che mi dia voce – afferma Andrea – perché la mia storia è la prova che, di fronte alle difficoltà, si può scegliere di vivere la propria vita con orgoglio e bellezza”. Non come simbolo, come persona. E come dargli torto.










