La Cgil Calabria torna a denunciare con forza l’aggravarsi del bilancio delle morti sul lavoro in regione, a poche ore dalla nuova sequenza di incidenti mortali che ha colpito il territorio. Il sindacato esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime, tra cui un operaio rimasto ferito nei giorni scorsi a Fuscaldo e un lavoratore di 63 anni deceduto a Monterosso. Per l’organizzazione sindacale, si tratta dell’ennesima conferma di una situazione ormai strutturale, che continua a riproporsi senza segnali di inversione di tendenza.

La denuncia della Cgil: “Il profitto viene prima della vita”

“Il bilancio continua ad aggravarsi e non possiamo più assistere in silenzio a questa sequenza di tragedie”, afferma la Cgil Calabria, che collega gli ultimi episodi alla mobilitazione recente contro le morti bianche.

Secondo il sindacato, alla base del fenomeno vi sarebbe un modello produttivo distorto, nel quale la sicurezza verrebbe spesso subordinata alle logiche economiche. “Siamo di fronte a un sistema che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone, riducendo la sicurezza a un costo da comprimere e i lavoratori a elementi sacrificabili”, sostiene la CGIL.

Nel comunicato viene inoltre richiamata la condizione del mercato del lavoro regionale, descritta come caratterizzata da precarietà diffusa, lavoro povero, pressioni occupazionali e dinamiche di appalto fondate sul massimo ribasso.