Bologna, 21 maggio 2026 – Dopo la maratona spontanea di voci, ricordi e letture dello scorso febbraio in cui la memoria di Umberto Eco ha fatto letteralmente il giro del mondo per 24 ore, ora è l’Alma Mater a omaggiare il grande intellettuale con il primo convegno scientifico internazionale sulla sua opera e sulla sua eredità culturale. Umberto Eco in un'immagine di repertorio

La data è vicina

La data è vicina: dal 27 al 29 maggio, l’Ateneo ospiterà Ereditare Eco. Umberto Eco, l’Università di Bologna e tutti i saperi del mondo, una tre giorni di studi, incontri e iniziative, promossa dal Centro internazionale di Studi umanistici Umberto Eco (Cue). Fu lo stesso semiologo, si sa, a chiedere di attendere 10 anni prima di fare convegni sulla sua opera. Un modo per lasciare trascorrere il tempo necessario per distinguere ciò che merita di essere dimenticato da ciò che, invece, è destinato a durare.

Grande laboratorio internazionale

Un pensiero sul mondo sconfinato quello del professore, su cui ora rifletteranno sotto le Torri, come in una grande laboratorio internazionale, oltre 300 studiosi e studiose coinvolti nell’iniziativa che si svolgerà in sette Dipartimenti, portando in città alcune tra le voci più autorevoli del panorama culturale contemporaneo. Un “convegno-opera aperta”, secondo gli organizzatori, fedele allo spirito del filosofo e scrittore che all’Alma Mater fondò il Dams e istituì la cattedra di Semiotica, fondando il primo Dottorato.