Si è dimesso il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Bruno Frattasi. «Motivi personali», ha scritto nella lettera di dimissioni recapitata a palazzo Chigi. Ed è verosimile, avendo il prefetto raggiunto i 70 anni. Ma c’è di più. In questi 4 anni di guida all'Agenzia si è logorato il rapporto, inizialmente ferreo, con il potente sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha la delega ai Servizi segreti e all’Agenzia per la cybersicurezza. Il governo Meloni lo aveva scelto nel marzo del 2023, quando Frattasi guidava la prefettura di Roma. Fu all’epoca un gioco ad incastri che smontò il gruppo dirigente ereditato dal governo Draghi e che portava la firma dell’allora sottosegretario Franco Gabrielli. Fu così che Frattasi andò all’Agenzia, lasciando vacante il posto di prefetto di Roma. L’allora Capo della polizia, Lamberto Giannini, fu sloggiato e messo a capo della prefettura della Capitale. Fu promosso a Capo della polizia il prefetto Vittorio Pisani, che ancora guida il Dipartimento di Ps.
Si dice che Frattasi avesse perduto la piena fiducia del governo. Colpa dei continui attacchi hacker che imperversano in Italia e che l’Agenzia non riesce ancora ad arginare. Non che sia compito diretto dell’Agenzia il contrasto agli hacker, bensì indiretto in quanto sono le singole aziende, o enti locali, o articolazioni della Pubblica amministrazione a doversi difendere. L’Agenzia però dovrebbe avere un ruolo di pungolo e di certificazione dei loro sforzi. E certamente le cose non vanno bene. In ogni caso Frattasi sconta il peccato originale di essere un uomo di altra formazione (ha trascorso tutta la sua vita nei corridoi del Viminale) e di un’altra generazione rispetto alle nuove tecnologie. Gli subentrerà a quanto pare un manager esperto nel settore dei servizi informatici, Andrea Quacivi, ex Wind e Geoweb S.p.A, 55 anni. Ha guidato Sogei, la società informatica del ministero dell’Economia, dal 2017 al 2023.










