Una telefonata anonima, la minaccia di un ordigno pronto a esplodere, l’evacuazione immediata e la caccia ai terroristi tra le banchine. Massima allerta e coordinamento interforze oggi nel porto di Monfalcone e presso l’impianto portuale di Portorosega, dove la Guardia Costiera e la Polizia di Stato hanno promosso e condotto una complessa esercitazione di security. L’attività addestrativa ha avuto lo scopo di testare sul campo la prontezza dei piani di emergenza e la sinergia tra i diversi corpi dello Stato in caso di grave minaccia terroristica.

Lo scenario: allarme bomba e livello di sicurezza massimo

L’esercitazione è partita da una telefonata anonima giunta alla centrale operativa dell’Autorità di Sistema Portuale, con la segnalazione della presenza di un ordigno pronto a esplodere. È scattato immediatamente il protocollo di massima emergenza, con l’innalzamento del livello di sicurezza a 3, il massimo previsto, e la contestuale chiusura dello scalo portuale.

Verificata l’attendibilità della segnalazione, la Polizia di Frontiera marittima ha attivato l’Unità di crisi assumendo la gestione del dispositivo di sicurezza portuale. È stata disposta l’evacuazione completa del porto e l’intervento degli artificieri della Polizia di Stato, insieme ai Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Gorizia.