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«L’assessorato territorio e ambiente non ha operato una corretta e tempestiva programmazione dell’attività di gestione dell’arenile, una volta effettuata l’opzione di perseverare nella scelta concessoria. Non ha garantito, rispetto alla stagione balneare ormai già in corso, la continuità del servizio; non ha predisposto tempestivamente strumenti per un’ordinata e disciplinata gestione delle aree destinate alla pubblica fruizione, in vista dell’immediata interruzione del rapporto con la società concessionaria».Lo scrivono i giudici del Cga nell’ordinanza cautelare con cui sono stati accolti gli appelli della Italo Belga e della Mida, contro il provvedimento di decadenza della concessione demaniale firmato dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente. Secondo i magistrati, il punto non era solo la decadenza della concessione, ma il vuoto che si sarebbe creato sulla spiaggia a stagione già avviata.«All’opposto, la predisposizione di misure idonee a garantire un immediato subentro di altro concessionario all’atto della decadenza avrebbe fatto venir meno ogni pregiudizio per l’interesse pubblico, ossia quel medesimo interesse pubblico selezionato dallo stesso assessorato territorio e ambiente allorché, a seguito della qui impugnata revoca, ha reiterato la scelta di proseguire nella gestione a mezzo di nuove concessioni», aggiungono i giudici.