Il Mondiale nordamericano non è ancora cominciato e ci sono diverse criticità da risolvere, a cominciare da alcune delle squadre coinvolte: Iran e Congo non sono ancora certi della propria partecipazione ai campionati del mondo rispettivamente per motivi politici (gli iraniani sono ancora privi dei visti d'ingresso) e per motivi sanitari (nel paese africano è scoppiata una pesante epidemia di ebola).
La questione visti dell'Iran La situazione dell'Iran è ancora in bilico. I bombardamenti americani e israeliani nel paese hanno costretto la Federazione ad interrompere il campionato. I giocatori che militano nel campionato locale hanno smesso quindi di allenarsi e per questo l'Iran ha in programma due amichevoli ad Antalya: il 29 maggio con il Gambia ed il 4 giugno con il Mali. Nel frattempo un gruppo di giocatori iraniani ed alcuni membri dello staff tecnico si sono presentati all'ambasciata statunitense ad Ankara e tutti hanno chiesto il visto per il Canada (passaggio necessario in caso di qualificazione alla fase a eliminazione diretta). L'Iran è giunto lunedì ad Antalya, sulla costa meridionale della Turchia, per preparare il torneo iridato e qui sono confluiti anche alcuni giocatori che militano all'estero. L'epidemia in Congo La situazione del Congo è anch'essa molto seria. La nazionale ha annullato i tre giorni di ritiro pre-Mondiale previsti a Kinshasa a causa dell'epidemia di ebola che sta interessando la parte orientale del Paese. La preparazione proseguirà in Belgio e sono confermate le amichevoli in Europa, con la Danimarca il 3 giugno in Belgio e con il Cile il 9 giugno in Spagna. Come misura contro l'epidemia, gli Stati Uniti hanno vietato l'ingresso ai non americani che siano stati in Congo, Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti. L'Oms si è pronunciata sul tema: l'epidemia sarebbe iniziata diversi mesi fa e ha diversi gradi di rischio dell'epidema, che vanno dal grado maggiore per l'Africa centrale a quello minore per il resto del mondo.












