“Non siamo il rifugium peccatorum di chiunque”, mette le mani avanti Roberto Vannacci, per dire che non è disponibile a caricare nel suo gruppo il primo che passa. Eppure dopo la leghista Laura Ravetto, i boatos di Transatlantico danno altri parlamentari pronti a passare con Futuro nazionale. Incaricato di tessere i rapporti coi possibili transfughi è Rossano Sasso, l’uomo incaricato di svuotare il suo ex partito.

Sotto botta è la Lega. Dal Veneto arriva la notizia che Luciano Sandonà, già consigliere regionale vicino a Luca Zaia, pochi mesi fa approdato a Fratelli d'Italia, ora sbarca nella formazione di Vannacci. Anche Alberto Villanova, ex capogruppo del Carroccio in consiglio regionale nell'ultimo mandato di Zaia, lascia il partito di Salvini. Per la prima assemblea nazionale, il 13 e 14 giugno a Roma, Vannacci vorrebbe raddoppiare i deputati: dopo Ravetto starebbe tentando Gianangelo Bof e Erik Pretto. Gli interessati smentiscono, per ora.

Per sottrarsi al pressing vannacciano, si chiedono nella Lega, conviene trasformare definitivamente il partito in chiave liberal a vocazione territoriale, come piace a Zaia, oppure, al contrario, rafforzare l’identità sovranista? E di conseguenza, con chi allearsi: con Vannacci o con Calenda.