'Fede c'è', l'associazione nata dalla famiglia di Federico, morto a 4 anni, per aiutare i genitori orfani di figliFano (Pesaro e URbino), giovedì 21 maggio 2026 – Ci sono partite che non si giocano solo sulla sabbia. Ci sono tornei in cui il punteggio conta meno degli abbracci, delle presenze, dei nomi che continuano a vivere anche quando una vita si è fermata troppo presto. Domenica 24 maggio, mentre Fano renderà omaggio ai bambini con “La Città da Giocare”, sul lungomare ci sarà anche la memoria di un bambino a illuminare il pomeriggio: Federico, per tutti Fede. Ai Bagni Carlo e Gabriele di Sassonia si terranno due tornei “gialli” di beach volley, uno maschile e uno femminile, con oltre 50 giocatori coinvolti. Ma mai come in questo caso lo sport sarà soprattutto un modo per stare vicini, per fare comunità, per trasformare il dolore in qualcosa che continui a generare bene.

L’associazione creata dalla famiglia di Federico

L’iniziativa è promossa da ‘Fede c’è odv’, associazione nata da Giada Eugeni, Danilo e Franci Leglib, la famiglia di Federico, “splendido bambino” che ha lasciato questa vita terrena a soli 4 anni a causa di una rara immunodeficienza. Negli ultimi due anni della sua vita, vissuti tra l’Ospedale Salesi di Ancona e il Necker di Parigi, la famiglia ha conosciuto da vicino non solo la fatica delle cure, ma anche il bisogno profondo di non sentirsi soli. “Abbiamo compreso quanto, accanto alle cure mediche, siano fondamentali il sostegno emotivo, umano e psicologico – raccontano –. Abbiamo incontrato persone, famiglie, professionisti e volontari che ci hanno sostenuti e aiutati a restare in piedi nei momenti più difficili”. Da quella esperienza, durissima e luminosa insieme, è nata una scelta: fare in modo che Fede continui ad esserci. “Il nostro obiettivo – spiegano ancora – insieme a una squadra di volontari e professionisti del territorio, è creare una rete di accoglienza, aiuto e solidarietà e portare un po’ di Fede nel cuore di più persone possibili”. Fede c'è ancora nella solidarietà per i genitori orfani di figli