Si è chiusa, sulla spiaggia del Cinquale, una due giorni che difficilmente chi l’ha vissuta dimenticherà. E’ andato in scena infatti il primo torneo solidale di beach volley organizzato a sostegno del centro antiviolenza Sabine. Non una semplice manifestazione sportiva ma uno spazio in cui la comunità ha scelto di mostrarsi, di esserci, di mettersi in gioco davvero. "Non è stato solo sport – dice la presidente del centro, Scilla Giovacchini –. È stato uno spazio di comunità reale, concreta. Due giorni in cui persone diverse si sono trovate a condividere fatica, gioco, presenza. E in quella condivisione si è visto qualcosa che per noi ha un valore enorme: la possibilità di non restare soli davanti alle fragilità".

Tante emozioni sulla sabbia, risate e abbracci, con ragazzi e ragazze accanto a persone di ogni generazione che hanno scelto di dedicare tempo, energie e cuore a una causa non astratta. "Per noi – continua Giovacchini – è fatta di storie vere, quotidiane, spesso difficili, e proprio per questo ancora più bisognose di comunità". È in questa cornice che il torneo ha preso forma: non come evento a sé, ma come prosecuzione, sotto un’altra luce, dello stesso lavoro che il centro porta avanti ogni giorno tra ascolto, accoglienza e sostegno alle donne che si rivolgono al servizio. Dietro la leggerezza apparente di un weekend di sport, c’è stato un lavoro lungo, fatto di scelte, organizzazione e persone che hanno deciso di esserci fino in fondo. A ideare, costruire e seguire il torneo in ogni sua fase è stato Luca Del Giudice, presente per entrambe le giornate. Un lavoro enorme, nulla è stato improvvisato. "Ogni dettaglio è stato possibile grazie a una rete di persone che hanno scelto di partecipare attivamente", ha aggiunto Giovacchini.